Spaccio di droga a Crotone, blitz della Dda: 22 indagati, 10 arresti

in Cronacaprovincia di Crotone
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Associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti: queste le accuse contestate a ventidue persone indagate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nell’ambito di un’inchiesta eseguita stamani e che ha anche portato all’arresto di dieci persone e ad altre quattro misure; tutte di Isola Capo Rizzuto 

I coinvolti

In carcere sono così finiti: Armando Bevilacqua, di 36 anni; Francesco Bruno, 29 anni; Paolo Gualtieri, 23 anni; Raffaele Gualtieri, 33 anni; Francesco Laratta, 26 anni; Gaetano Maesano, 38 anni; Massimo Mazzaferro, 48 anni; Damiano Mellace, 36 anni; Giuseppina Muto, 33 anni; Domenico Soda alias Dodò, 21 anni.

L’obbligo di dimora è stato disposto per altri quattro, si tratta di Francesco Agostino, 29 anni; Francesco Geraldi, 58 anni; Antonio Giuseppe Morrone, 27 anni; Giuseppe Rubino, 33 anni.

Sono indagati, infine, Nicola Arena detto Lino, di 29 anni; Domenico Bruno, 33 anni; Raffaele Gualtieri, 63 anni; Edoardo Morrone, 31 anni; Pasquale Morrone, 23 anni; Matteo Scicchitano, 24 anni; Giuseppe Verterame, 29 anni; Vincenzo Verterame, 63 anni.

 

L’asse col reggino

Con questa indagine, nome in codice Last Minute, gli inquirenti ritengono dunque di aver scoperto e smantellato un traffico di droga sull’asse Crotonese-Locride.

L’ipotesi è che l’attività di spaccio avvenisse nella casa di Raffaele e Paolo Gualtieri, i due fratelli arrestati nel marzo del 2024 ma che dai domiciliari avrebbero continuato a gestire il business.

A capo della presunta organizzazione vi sarebbe stato il primo dei due, che avrebbe gestito fornitori e incassi; l’altro, Paolo, si sarebbe occupato invece dei rapporti con i “clienti”.

Quanto allo stupefacente, l’hashish sarebbe stato fornito da Armando Bevilacqua, ad Acquabona, noto quartiere rom del capoluogo pitagorico. La coca, invece, da Massimo Mazzaferro, di Gioiosa Jonica (nel reggino).

Sotto l’occhio vigile della presunta vedetta del gruppo, Giuseppina Muto, una volta ricevuta, la droga sarebbe stata poi “lavorata” da Francesco Bruno.

L’occhio degli inquirenti

La complessa e impegnativa attività investigativa, effettuata dalla Squadra Mobile, si è svolta attraverso il monitoraggio video delle zone di spaccio, e di quello telefonico e telematico degli indagati addetti allo smercio, oltre che tramite perquisizioni e sequestri di “roba”: cocaina, marijuana e hashish.

Proprio nel corso delle perquisizioni domiciliari, effettuate contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono state rinvenute anche diverse armi che erano detenute illegalmente e accuratamente nascoste nelle pertinenze delle abitazioni. Sequestrato anche dello stupefacente oltre al materiale per il suo confezionamento.

L’operazione

Il blitz è scattato all’alba di questa mattina a Crotone. L’operazione – coordinata dalla stessa Dda – vede impiegati oltre centro agenti della Polizia di Stato, oltre alle unità cinofile antidroga e ad un elicottero del V Reparto Volo. Sono in corso, inoltre, perquisizioni e controlli volti alla ricerca di droga.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro.

(aggiornata alle 09:47)

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