Hanno bussato alla porta di casa per notificargli un decreto di sospensione cautelativa delle misure alternative: protagonista un uomo di Cirò Marina, già noto alle forze dell’ordine, attualmente sottoposto ai domiciliari, che ha così dovuto abbandonare la propria abitazione per essere trasferito in un istituto di pena. Il provvedimento – eseguito dai carabinieri – è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone a seguito di una attenta attività di controllo svolta sul territorio proprio dagli uomini dell’Arma.
Una convivenza impossibile
A spingere gli inquirenti verso questa decisione è stata una segnalazione precisa riguardante la logistica della detenzione. L’arrestato stava infatti scontando la sua pena nello stesso stabile in cui risiedevano le vittime dei suoi precedenti reati.
Una vicinanza forzata che avrebbe creato una situazione di grave rischio per l’incolumità di quest’ultime, rendendo la coabitazione del tutto insostenibile.
I Carabinieri, monitorando la criticità ambientale, hanno evidenziato come la permanenza dell’uomo in quel luogo rappresentasse un pericolo concreto, ottenendo così l’immediata revoca del beneficio domiciliare.
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L’assalto del marzo scorso
Per comprendere la pericolosità del soggetto bisogna tornare all’11 marzo dell’anno scorso. In quella data l’uomo si era reso protagonista di una violenta azione criminale mossa da scopi estorsivi contro alcuni suoi familiari.
Armato di una pistola Luger calibro 9, avrebbe fatto irruzione in un cantiere della zona. Dopo aver percosso uno dei presenti, avrebbe iniziato a sparare diversi colpi nel tentativo di colpire i parenti.
Fu un pomeriggio di puro terrore, durante il quale si sfiorò la strage. Solo la prontezza delle vittime e un pizzico di fortuna evitarono il peggio prima che le forze dell’ordine riuscissero a intervenire e bloccare il responsabile.
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Il ruolo della tecnologia
In quel drammatico frangente, la salvezza dei malcapitati fu legata a un sistema di videosorveglianza. Le immagini riprese in tempo reale permisero ai familiari di monitorare ogni spostamento dell’aggressore e di schivare le traiettorie di tiro, restando incredibilmente illesi.
Quegli eventi portarono a pesanti accuse che includevano il tentato omicidio, la tentata estorsione, il porto abusivo di armi e la ricettazione.
Proprio la gravità di tali precedenti, unita alla palese incompatibilità della convivenza nello stesso edificio, ha convinto l’Autorità Giudiziaria della necessità di un provvedimento restrittivo più severo e sicuro.
L’operazione si è conclusa con il trasferimento dell’uomo presso la Casa Circondariale di Crotone, dove ora rimane a disposizione dei magistrati.
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