Il sindaco Flavio Stasi è intervenuto a Lamezia Terme alla Festa Regionale dell’Unità organizzata dal Partito Democratico il 18 e 19 settembre. Nel corso del panel dedicato agli enti locali, a cui hanno preso parte anche Franz Caruso, Mariateresa Fragomeni, Enzo Romeo, il consigliere regionale Ernesto Alecci e il senatore Alessandro Alfieri, Flavio Stasi ha analizzato la gestione delle risorse pubbliche. Il primo cittadino ha evidenziato come il PNRR dovesse affiancarsi alla programmazione ordinaria senza rallentarla, lamentando invece i forti ritardi registrati in Calabria nell’attuazione dei fondi europei e di coesione, citando il caso di Agenda Urbana le cui strategie 2021-2027 risultano ancora ferme a fine 2026.
I dati sulla spesa e la capacità amministrativa dei Comuni
Nonostante le difficoltà burocratiche generali, i Comuni hanno mostrato un’elevata capacità d’intervento. Richiamando i dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio aggiornati al 17 maggio 2026, Flavio Stasi ha ricordato che le amministrazioni locali e le loro forme associative hanno attuato 89.175 progetti Pnrr per circa 25,5 miliardi di euro, saliti a 34,5 miliardi considerando il complesso delle risorse pubbliche. Tra il 2019 e il 2025 la spesa in conto capitale dei Comuni è più che raddoppiata, passando da 10,7 a circa 25 miliardi di euro, dimostrando che gli enti locali possiedono il know-how necessario per trasformare i finanziamenti in cantieri e opere concrete.
La proposta per superare i blocchi sul dissesto e sulla depurazione
Alla luce dell’esperienza del PNRR, Flavio Stasi ha proposto di affidare direttamente ai Comuni anche le risorse storicamente bloccate dai rallentamenti commissariali o burocratici. L’attenzione si è concentrata in particolare sui 505 milioni di euro destinati al contrasto del dissesto idrogeologico in Calabria, un territorio in cui secondo i dati Ispra il 100% dei Comuni presenta aree a rischio. Lo stesso modello con scadenze stringenti e responsabilità definite viene indicato per la depurazione, le reti idriche e la difesa dall’erosione costiera, al fine di sbloccare risorse giacenti da anni senza richiedere nuovi trasferimenti ma ottimizzando la gestione dei fondi già esistenti.






























