Ritenuto una figura di riferimento per le cosche ‘ndranghetiste dei Farao-Marincola di Cirò Marina, nel crotonese, e condannato definitivamente per associazione mafiosa, nel giugno del 2024, dalla Corte di Cassazione, nell’ambito della nota operazione Stige, un imprenditore di Mandatoriccio, nel cosentino, Mario Lavorato, si è visto sequestrare oggi beni per un valore che si stima aggirarsi intorno ai 5 milioni di euro.

L’esecuzione della misura
Ad eseguire la misura, emessa dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro, è stata la Direzione Investigativa Antimafia del capoluogo a seguito di una serie di accertamenti economico-patrimoniali disposti dalla Procura locale e dal Direttore della stessa Dia.
Secondo le indagini, l’imprenditore – che opera nei settori della distribuzione di prodotti tipici e turistico-alberghiero – avrebbe avuto un ruolo nel supporto alle attività estorsive della cosca e nel reimpiego di capitali illeciti nel settore immobiliare, attraverso aziende che sarebbero state usate per favorire l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico non solo calabrese ed italiano, ma anche in Germania.

Gli asset patrimoniali
La Dia ha individuate degli asset patrimoniali intestati o riconducibili all’uomo, ma che si ritiene siano il frutto di attività illecite o del reimpiego delle stesse, evidenziando anche una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati.
Il sequestro ha interessato una impresa (una società a noce collettivo), due quote societarie, quattro immobili, cinque beni mobili e sei rapporti finanziari.




























