Un successo di critica, pubblico e forte emozione ha accompagnato il ritorno della rassegna cinematografica settembrina intitolata “Ciak. Si Beve!”, ideata e promossa dal Club dei Vedovi Neri di Badolato. L’iniziativa è stata coordinata dalla Compagnia Teatro del Carro nell’ambito del Centro di Residenza Artistica della Calabria “C.ReA” polo “MigraMenti”, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Calabria e con il patrocinio del Comune di Badolato. Lo scorso fine settimana, la suggestiva Piazza San Nicola, nel cuore dello stops, la Pro Loco Badolato Aps e il team artistico SpopArt di Palazzo Gallelli, ha saputo coniugare il racconto visivo con la riflessione sul futuro delle aree interne.
L’edizione si è caricata di un forte valore simbolico, collocandosi alla vigilia del quarantesimo anniversario della celebre provocazione mediatica riguardante il paese in vendita, lanciata il 7 ottobre 1986 dal giornalista Mimmo Lanciano per denunciare il rischio di spopolamento del borgo e del Mezzogiorno.
La prima serata tra passeggiate narrative e riflessioni sullo spopolamento
La rassegna si è articolata in due momenti di proiezione e dibattito. La prima serata si è aperta con un’immersiva passeggiata narrativa tra i vicoli del borgo, partita da Palazzo Gallelli e guidata dagli attivisti di We’re South APS. A seguire si è tenuta la proiezione del documentario intitolato “Ritorno al tratturo”, firmato dai registi Francesco Cordio e Filippo Tantillo, che ha avviato un confronto sui temi dello spopolamento, delle nuove pratiche di ri-abitazione, del lavoro, dei diritti e della rigenerazione sociale. Il dibattito ha superato la semplice retorica della nostalgia per concentrarsi su proposte concrete di sviluppo sostenibile, economie circolari e governance territoriale pubblica. L’incontro ha evidenziato la necessità di guardare ai paesi come nuovi spazi di scelta e di residenzialità, sia per chi resta sia per chi decide di tornare o trasferirsi.
La seconda serata con Luca Calvetta e Anna Maria De Luca
La seconda serata è stata dedicata al rapporto tra territorio, radici e coesistenza attraverso la visione dell’opera cinematografica “Il mare nascosto” del regista Luca Calvetta. La proiezione ha emozionato i presenti lasciando poi spazio a un ricco dialogo a cui hanno preso parte lo stesso Luca Calvetta, l’attrice Anna Maria De Luca e diversi esponenti della comunità locale. Al centro del dibattito è emersa la capacità dell’espressione artistica di farsi strumento di resistenza culturale, coesione sociale e riscatto identitario per i luoghi a lungo dimenticati della regione.
Il cinema come motore di rigenerazione per le aree interne
L’ampia affluenza e l’entusiasmo registrati in entrambe le giornate confermano il ruolo chiave della cultura nei piccoli centri. L’esito positivo della manifestazione dimostra come l’arte e il cinema possano farsi motore primario di rigenerazione culturale e sociale per i paesi delle aree interne della Calabria.































