Telemedicina ed ospedale “virtuale”, Pd Calabria: “Serve personale vero”

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“La telemedicina, il telemonitoraggio, il Fascicolo Sanitario Elettronico e le nuove tecnologie possono migliorare l’assistenza e aiutare il Servizio Sanitario Regionale. Sostenere, però, che il digitale possa alleggerire gli ospedali calabresi senza affrontare la carenza di personale, le difficoltà organizzative e la debolezza dei servizi ospedalieri e territoriali vuol dire ingannare l’opinione pubblica“. Lo afferma, in una nota, il Pd Calabria a proposito di recenti dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, che oggi, intervenendo a Med Salute 2026, ha indicato nella telemedicina, nel telemonitoraggio e nell’assistenza a distanza alcuni degli strumenti con cui spostare una parte delle cure sul territorio e alleggerire il peso degli ospedali.

“Le tecnologie sono utili e vanno utilizzate. Ma devono esserci i medici, gli specialisti, gli infermieri e i servizi organizzati” prosegue la nota dei dem calabresi. “In Calabria, soprattutto nelle aree montane e interne, il problema è anzitutto la possibilità reale di ricevere le cure. Ci sono diversi territori che scontano carenze di unità operative, specialistica, prevenzione e assistenza territoriale. La distanza dai grandi centri ospedalieri rende queste difficoltà ancora più gravi. È su questa realtà che bisogna costruire la programmazione sanitaria regionale, partendo dalle caratteristiche e dalle criticità dei singoli territori”.

Secondo il Pd Calabria, gli ultimi dati sui Livelli Essenziali di Assistenza confermano la gravità della situazione. Secondo l’analisi pubblicata dalla Fondazione Gimbe sui dati 2024 del nuovo sistema di garanzia, la Calabria è sempre inadempiente nell’assistenza distrettuale. Il punteggio complessivo elaborato dalla Fondazione sale da 177 a 189 punti su 300 rispetto al 2023, ma la Calabria risulta ultima tra Regioni e Province autonome; si colloca inoltre al 17° posto nella prevenzione, all’ultimo nell’assistenza distrettuale e al 16° nell’assistenza ospedaliera.

“Questi dati mostrano che il problema calabrese è strutturale. Proprio l’insufficienza dell’assistenza distrettuale dovrebbe indurre la Regione a evitare facili rappresentazioni della tecnologia come risposta alle debolezze del sistema”. Il Pd Calabria ricorda al riguardo un recente disegno di legge presentato a Palazzo Madama dal senatore Nicola Irto, segretario regionale del partito, che punta a garantire il diritto alla salute nelle zone montane e nelle zone a elevato disagio territoriale. Il provvedimento, presentato il 20 maggio scorso insieme ad altri senatori del Pd, parte proprio dalle difficoltà di accesso alle cure delle popolazioni che vivono lontano dai principali presìdi sanitari e propone una nuova organizzazione dell’assistenza nelle zone montane e a elevato disagio territoriale.

“Quella proposta indica una strada concreta: programmazione regionale fondata sui bisogni dei territori, garanzie sull’accesso alle prestazioni, rafforzamento dei servizi e risorse dedicate. Peraltro, il ddl istituisce un fondo nazionale per la sanità delle zone montane e delle zone a elevato disagio territoriale da 2,4 miliardi di euro annui a partire dal 2027, aggiuntivi rispetto al fabbisogno sanitario nazionale standard e vincolati agli interventi previsti dalla legge” concludono. “È questa la risposta che serve anche alla Calabria. Occorre riorganizzare la rete ospedaliera e territoriale, rafforzare gli ospedali delle aree montane e disagiate, garantire personale, specialistica, diagnostica, prevenzione e continuità delle cure. La Regione deve fare la propria parte“.

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