Le riforme attuate dal governatore Roberto Occhiuto finiscono nuovamente al centro del dibattito politico calabrese, con un attacco frontale lanciato dall’europarlamentare Pasquale Tridico. L’attenzione è rivolta in particolare alla creazione del consorzio di bonifica unico, definito un vero e proprio carrozzone che ha assorbito gli undici enti precedenti senza risolverne le criticità strutturali. Secondo l’ex candidato alla presidenza della regione, l’accorpamento avrebbe addirittura peggiorato la situazione, lasciando in sospeso questioni fondamentali come l’erogazione del trattamento di fine rapporto per numerosi lavoratori.
Diritti negati e promesse non mantenute
Tridico sottolinea come molti dipendenti attendano quanto dovuto addirittura da un decennio, vivendo una condizione di incertezza che lede i diritti fondamentali garantiti dalla legge.
Il racconto delle storie raccolte durante gli incontri con gli ex lavoratori dei consorzi delinea un quadro di profonda amarezza e frustrazione. Molti pensionati lamentano la mancata liquidazione del tfr a distanza di molti anni dalla fine del servizio, una situazione che Pasquale Tridico definisce una violazione inaccettabile e un atto di disprezzo verso il lavoro svolto.
Il governatore Roberto Occhiuto è accusato di essere pienamente consapevole della gravità del problema, avendo assunto impegni precisi durante un incontro ufficiale tenutosi nel giugno 2024.
Nonostante i solleciti formali, tra cui una lettera inviata nel gennaio 2025, e le rassicurazioni fornite pubblicamente durante le fasi della campagna elettorale, le spettanze per gli oltre cento dipendenti coinvolti risultano ancora bloccate.
La mobilitazione del campo progressista
A un anno di distanza dall’ultimo sollecito scritto e a diciotto mesi dai primi impegni istituzionali, la situazione appare del tutto invariata, senza alcun progresso concreto nell’erogazione delle somme.
Pasquale Tridico ribadisce che la battaglia per il rispetto dei tfr proseguirà con vigore sia nelle piazze che all’interno delle sedi istituzionali, garantendo che i lavoratori non verranno lasciati soli nella loro rivendicazione.
Il rispetto dei diritti non può essere considerato una concessione o un favore politico, ma rappresenta un dovere inderogabile per chi guida la pubblica amministrazione.
Il campo progressista promette di mantenere alta la pressione sul governo regionale affinché questa ferita aperta nel mondo del lavoro calabrese venga finalmente rimarginata con atti concreti.



























