Tre anni fa la strage di Cutro, Cisl: “impegno per un’accoglienza dignitosa e legale”

in Attualitàprovincia di CalabriaCrotone
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A tre anni dal tragico 26 febbraio, il ricordo della Summer Love infranta contro la secca di Steccato di Cutro rimane una ferita aperta. Le 94 vittime, tra cui 33 bambini, sono il simbolo di esistenze spezzate mentre inseguivano un futuro migliore. Quel naufragio rappresenta oggi un monito severo: la gestione delle migrazioni non può più essere affidata all’emergenza o a visioni ideologiche, ma deve poggiare su politiche umane e ragionate che mettano sempre le persone al primo posto.

> Giuseppe Lavia

Oltre l’emergenza

Su quella triste vicenda il ricordo, oggi, della Cisl Calabria. Secondo la Sigla, mentre la giustizia prosegue il suo corso per accertare le responsabilità di quella notte, emerge la necessità di un cambio di paradigma.

Per il sindacato, accogliere significa garantire dignità, evitando che il collasso delle strutture o la piaga del caporalato soffochino chi arriva.

Poiché accogliere tutti è però impossibile e rischierebbe di tradursi in un abbandono collettivo, per la Cisl la gestione dei flussi deve passare per una cooperazione internazionale solida e accordi con i paesi d’origine per formare i lavoratori prima della partenza.

Una urgenza è testimoniata anche dai recenti ritrovamenti lungo le coste del Tirreno cosentino, che rendono indispensabile l’apertura di corridoi umanitari, come auspicato dai Vescovi calabresi.

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La risorsa calabra

In questo contesto, la Calabria può compiere “scelte coraggiose per rigenerare aree colpite dallo spopolamento, trasformando i flussi controllati in una risorsa contro l’inverno demografico”.

Secondo la Sigla la chiave risiede nel favorire i ricongiungimenti familiari, sottraendo vite al racket dei trafficanti: “Questa è l’Europa dei popoli fedele allo spirito di Ventotene, capace di mostrare il suo volto migliore di fronte alle sfide umanitarie”.

La visione comune

La Cisl sollecita il Governo e l’Unione Europea a superare la logica dei soli decreti sicurezza. Come dichiarato dalla segretaria generale Daniela Fumarola, “includere chi arriva in Italia, prevedendo flussi sostenibili e procedendo alla riforma della legge sulla cittadinanza con lo Ius scholae, è un atto di civiltà”.

L’integrazione passa per il potenziamento del sistema Sai e la tutela della protezione speciale. La vera risposta a Cutro è una sussidiarietà che unisca legalità, formazione e dignità del lavoro.

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