Alla vigilia del tanto atteso convegno pubblico «Potere, verità ed economia. Chi decide il futuro del Sud nell’Europa di oggi», in programma a Crotone in piazza Marinai d’Italia, si accende il dibattito politico regionale. Sull’evento è intervenuta con fermezza la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, analizzando i nodi strutturali che frenano lo sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria.
Il dibattito di piazza vedrà l’europarlamentare Pasquale Tridico confrontarsi con il giornalista Michele Santoro, l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e la giornalista Antonella Grippo.
Chi decide il futuro del Sud?
Per Elisa Scutellà, l’incontro interroga direttamente l’attuale baricentro decisionale delle politiche territoriali, portando a galla una realtà penalizzante per la Calabria, le cui sorti vengono stabilite altrove. A preoccupare la capogruppo pentastellata è in particolare la proposta del bilancio europeo 2028-2034, che rischia di indebolire la politica di coesione inglobandola nei piani nazionali e relegando le Regioni meridionali al ruolo di spettatrici passive.
Una contraddizione politica forte, secondo la consigliera, dal momento che a Bruxelles i tagli alla coesione sono stati avallati dalle stesse forze politiche che in Calabria protestano, considerando che la Commissione Europea ha affidato la delega alla Coesione proprio a un vicepresidente espresso da Fratelli d’Italia.
La gerarchia della spesa: armamenti contro sanità
Il secondo affondo si concentra sulla distribuzione delle risorse pubbliche, con un focus critico sulla sanità calabrese. Elisa Scutellà denuncia una gerarchia di spesa europea e nazionale che privilegia il riarmo e la difesa – con centinaia di miliardi messi sul tavolo dall’Europa e sforamenti di bilancio consentiti – mentre la spesa sanitaria italiana crolla al 6,4% del Pil.
Questo squilibrio si riflette drammaticamente sul territorio regionale, dove la sanità è ancora commissariata, i bilanci delle aziende sanitarie sono in forte deficit e i cittadini sopportano le addizionali regionali più alte del Paese pur dovendo affrontare liste d’attesa infinite e pronto soccorso saturi. In questo scenario, l’esponente del M5S evidenzia la contraddizione del presidente Roberto Occhiuto, accusato di aver provato a dirottare un miliardo di fondi europei del programma di difesa “Rearm EU” verso l’alta velocità, senza riuscire a trovare simili soluzioni e scorciatoie finanziarie per l’edilizia ospedaliera.
Fondi non spesi e ritardi infrastrutturali
L’intervento tocca anche il tema dell’inefficienza programmatoria della Regione. Citando i dati che Pasquale Tridico presenterà a Crotone, Elisa Scutellà rimarca come una quota consistente dei fondi Fesr destinati al contrasto del rischio idrogeologico nel Mezzogiorno non sia stata ancora assegnata, costringendo il territorio a rincorrere le emergenze solo dopo i disastri e le alluvioni.
La medesima carenza organizzativa viene denunciata in merito alla gestione dei cantieri della Statale 106, con i flussi finanziari e i pagamenti attualmente bloccati a danno delle imprese calabresi che hanno già investito e lavorato all’opera. Secondo la capogruppo, per tutelare davvero la Calabria occorre prima dimostrare la capacità di spendere le ingenti risorse già disponibili, per poi pretendere con autorevolezza quelle che vengono sottratte.
L’invito ai cittadini
L’analisi politica si chiude con un appello alla partecipazione popolare per l’appuntamento in piazza del 18 luglio: «L’economia è il nome che diamo alle scelte politiche quando vogliamo farle sembrare inevitabili. Il 18 luglio proviamo a dimostrare che inevitabili non sono. Invito i calabresi a esserci».




























