È una vittoria che fa rumore, quella del liceo Gian Vincenzo Gravina di Crotone, che ha conquistato il prestigioso Premio Abbiati per la Scuola 2026. La cerimonia si è svolta il 21 giugno scorso a Fiesole (Firenze), dove l’istituto crotonese ha trionfato grazie all’opera musical “Oltre il mare, la Luce”. Il riconoscimento, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Associazione Nazionale Critici Musicali, ha premiato il valore artistico, educativo e civile del progetto, assegnando il premio assoluto nazionale per la categoria 2C e il premio Luigi Berlinguer–Trinity College London. Quest’ultimo porta con sé anche un contributo economico destinato allo sviluppo di futuri progetti musicali. A ritirare il premio sono stati il dirigente scolastico Antonio Santoro e il maestro Luigi Benincasa, che hanno rappresentato l’intera comunità scolastica.

Riscatto contro le difficoltà
Per il dirigente Antonio Santoro, questo traguardo assume un significato profondo, soprattutto considerando il contesto in cui opera la scuola. “Essere risultati primi in Italia con il progetto ‘Oltre il mare, la Luce’ assume un significato ancora più profondo se si considera il contesto in cui operiamo”, ha dichiarato.
“La nostra scuola vive e lavora in un territorio che presenta non poche difficoltà dal punto di vista sociale, economico e culturale. Inoltre, la nostra comunità scolastica è distribuita su più edifici e non dispone di una sede unica, condizione che rende più complessa l’organizzazione delle attività e la costruzione di un’identità condivisa”, ha poi aggiunto.
Nonostante questi ostacoli, l’impegno dei docenti e l’entusiasmo degli studenti hanno trasformato ogni limite in una possibilità di crescita, confermando la forza di una comunità educante che crede nella cultura come strumento di riscatto.

La memoria di Cutro
L’opera musical “Oltre il mare, la Luce” è nata da una profonda esigenza espressa dagli studenti all’indomani del naufragio di Cutro. Furono proprio i ragazzi a manifestare il desiderio di non dimenticare quella tragedia, trasformando il dolore in un percorso di memoria e consapevolezza.
Il dirigente Santoro ha colto immediatamente questa richiesta, trasformandola in un progetto educativo che ha coinvolto l’intero istituto.
Ideata, composta e scritta dal maestro Luigi Benincasa, l’opera è stata il risultato di un percorso condiviso di ricerca e creatività. “Attraverso musica, teatro, danza e narrazione”, racconta il maestro Benincasa,
“l’opera ha saputo affrontare una delle pagine più dolorose della storia recente del territorio, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione sui temi dell’umanità, dell’accoglienza e della speranza”.
Il premio celebra quindi non solo il talento, ma anche la capacità della scuola di fare della memoria un’opportunità di educazione.




























