La vendemmia in Calabria parte con circa dieci giorni di anticipo rispetto al calendario tradizionale. A determinare l’accelerazione è il caldo intenso delle ultime settimane, che ha favorito una maturazione più rapida delle uve, mentre la siccità continua a rappresentare un’incognita per le rese produttive.
A tracciare il quadro è Coldiretti Calabria, secondo cui la campagna vitivinicola 2026 si presenta con prospettive qualitative molto positive, ma con diverse incognite sul fronte delle quantità raccolte.
“Mai come quest’anno è difficile fare previsioni quantitative – sottolinea l’associazione – ma la vendemmia si annuncia eccellente e rappresenta una vera sfida enologica per le aziende, anche in considerazione dell’elevata concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno determinando nelle uve”.
Le operazioni di raccolta sono già iniziate per alcune varietà a bacca bianca, tra cui Sauvignon Blanc, Chardonnay, Incrocio Manzoni e Traminer. Per le uve destinate alle principali produzioni a denominazione d’origine del territorio, invece, bisognerà attendere il mese di settembre.
L’anticipo della vendemmia conferma una tendenza ormai consolidata. Se fino a pochi anni fa la raccolta prendeva il via nei primi giorni di agosto, oggi l’inizio delle operazioni si colloca stabilmente a fine luglio, in conseguenza delle mutate condizioni climatiche.
Le prime indicazioni raccolte nelle vigne sono incoraggianti sul piano qualitativo. La maturazione delle uve è risultata regolare e, rispetto ad altre annate, si registrano minori criticità dal punto di vista fitosanitario. Sul fronte quantitativo, però, diversi produttori segnalano una riduzione della produzione, attribuita soprattutto agli effetti della siccità.
Per Coldiretti Calabria, il cambiamento climatico è ormai un elemento strutturale con cui il comparto vitivinicolo deve confrontarsi. L’anticipo delle maturazioni e gli eventi meteorologici estremi impongono infatti alle aziende di ripensare tempi di raccolta, organizzazione del lavoro e strategie agronomiche per adattarsi a uno scenario sempre più variabile.
Il settore vitivinicolo rappresenta uno dei comparti di punta dell’agricoltura calabrese. La regione può contare su circa 9 mila ettari di superficie vitata e su 19 denominazioni riconosciute, articolate in una Docg, nove Doc e dieci Igt, patrimonio che contribuisce in maniera significativa all’economia agricola e all’identità enologica del territorio.




























