A due decenni dalla morte di Mimmo Rotella (2006–2026), la sua opera continua a suscitare interrogativi e a ispirare nuove riflessioni sul legame tra arte, memoria e contemporaneità. Il celebre “strappo”, cifra distintiva della sua ricerca estetica, si conferma non solo come gesto artistico ma come atto rivelatore: attraverso la lacerazione delle immagini del quotidiano emergono frammenti di storia, identità e linguaggio, capaci di restituire uno sguardo unico sul mondo moderno.
L’evento online, promosso dall’Insegnamento di Storia dell’Industria Turistica in Calabria in collaborazione con l’Archivio Mimmo Rotella e con il patrocinio del Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università della Calabria, si propone di riaccendere il dialogo tra arte e memoria, esplorando la forza generatrice dello “strappo” nel pensiero creativo contemporaneo.
Il seminario prenderà il via alle 15.00 con i saluti istituzionali dei rappresentanti dell’Ateneo, tra cui il prof. Tullio Romita, coordinatore del Corso di Laurea in Scienze del Turismo, seguiti dall’introduzione di Elia Fiorenza, docente Unical. Alle 15.30 interverrà Marco Meneguzzo con due relazioni: “Mimmo Rotella oggi: la forza di un linguaggio che resiste” e “Mimmo Rotella e l’arte italiana degli anni ’60”.
A partire dalle 16.00, il regista Mimmo Calopresti offrirà un contributo intitolato “Cinema e immaginario rotelliano – Frammenti in movimento: il cinema come collage visivo”, analizzando le connessioni tra linguaggio filmico e poetica rotelliana, tra frammentazione e narrazione.
Successivamente, alle 17.30, è prevista la Lectio Magistralis di Piero Mascitti, presidente dell’Archivio Mimmo Rotella, dal titolo “L’eredità di Rotella nel presente”, introdotta da Meneguzzo e accompagnata da una sessione interattiva con interventi del pubblico in diretta.
La giornata si chiuderà alle 18.30 con una commemorazione dedicata a Mimmo Rotella, attraverso la proiezione di materiali d’archivio, testimonianze e contributi video, fino alla conclusione prevista per le 19.00.
Questa iniziativa rappresenta un’occasione significativa per tornare a riflettere sulla vitalità del gesto creativo dell’artista catanzarese e sul significato dello “strappo” come metafora di conoscenza e rinascita. Un momento di confronto che mira a rafforzare la memoria di uno dei più grandi protagonisti dell’arte italiana del Novecento, stimolando il dialogo tra studenti, studiosi e appassionati d’arte.































