L’Usb ha manifestato aperto dissenso nei confronti delle decisioni adottate nell’incontro con il Dipartimento regionale del Lavoro. Il dirigente sindacale Saverio Bartoluzzi ha ribadito la ferma intenzione di non accettare soluzioni parziali per i Tirocini di Inclusione Sociale. La Sigla esige infatti l’immediata stabilizzazione in tutte le strutture della Regione Calabria, nelle società in-house e in quelli enti sub-regionali.
Per gli idonei si richiede di scorrere le graduatorie dei Centri per l’Impiego o dei Comuni limitrofi, offrendo una seconda opportunità a chi è stato escluso. Per chi rischia di rimanere fuori si propone invece un tirocinio di sei mesi finalizzato all’assunzione in aziende come Asp, Sorical o Arpal, rifiutando ogni trasferimento verso il settore privato. Si richiede inoltre la possibilità di un’uscita volontaria con un incentivo economico di 54mila euro esente da tasse. Infine, per i lavoratori over 60 si sollecita un aumento dell’assegno mensile da 631 a 1.000 euro per fronteggiare il carovita.

Un lungo percorso precario
La vicenda affonda le sue radici tra il 2014 e il 2016, quando l’esaurimento della mobilità in deroga ha spinto le istituzioni a trasformare il sostegno al reddito in misure di politica attiva.
Attraverso l’Accordo Quadro firmato a dicembre 2016, si è dato vita a percorsi formativi all’interno degli enti pubblici. Negli anni le proroghe si sono susseguite con frequenza costante.
Nel 2019 i percorsi hanno assunto la denominazione ufficiale di Tis, Tirocini di Inclusione Sociale. Quello che doveva essere uno strumento temporaneo si è trasformato in una condizione d’impiego pluriennale per migliaia di persone coi tirocinanti che hanno garantito servizi essenziali nell’amministrazione pubblica pur in presenza di un lavoro subordinato nei fatti mascherato.
Il quadro normativo attuale
Nel 2021 lo Stato è intervenuto con il Decreto Sostegni-bis, aumentando l’indennità da 500 a 700 euro. Solo con le leggi approvate nel 2023 e nel 2024 è stata aperta la via legale all’assunzione a tempo indeterminato, estesa fino al 31 dicembre prossimo.
Per sostenere le pratiche degli enti locali, la giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto e l’assessorato presieduto da Giovanni Calabrese hanno previsto incentivi finanziari fino a 54mila euro per ciascuna assunzione.

Lo svuotamento del bacino
I dati approvati dal Consiglio Regionale evidenziano che su una platea iniziale di 3.758 persone, oltre 1.000 over 60 sono usciti dal bacino con un sostegno economico mensile. I rimanenti 2.703 lavoratori sono stati indirizzati verso la stabilizzazione.
Ad oggi si contano circa 1.500 assunzioni effettuate. Con la legge regionale 17 del 12 giugno scorso sono stati stanziati circa 39,5 milioni di euro per completare l’assorbimento delle ultime 938 posizioni rimaste in sospeso. La richiesta ufficiale dell’Usb, trasmessa anche al prefetto Clemente Di Nuzzo, sollecita una risposta definitiva che garantisca dignità lavorativa a tutti gli operatori.





























