Sono circa cinquantamila i cittadini calabresi che combattono con la cefalea cronica, una cifra a cui si aggiungono centinaia di migliaia di persone colpite da forme episodiche. Questo quadro rispecchia perfettamente la media nazionale, evidenziando quanto il problema sia diffuso e invalidante. In questo scenario si inserisce l’undicesimo Congresso calabrese promosso dalla Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, ospitato a Feroleto Antico. L’incontro ha focalizzato l’attenzione sulla gestione integrata della patologia e sul potenziamento delle reti di assistenza territoriale.
Testimonianze a confronto
I lavori dell’evento sono stati guidati dai direttori scientifici Rosario Iannacchero, responsabile del Centro regionale Cefalee dell’Aou Dulbecco di Catanzaro, e Michele Trimboli, coordinatore regionale della società scientifica. Durante l’assise, aperta dal ricordo dello specialista Giuseppe Nappi curato da Ennio Pucci, si sono alternati momenti di profondo valore accademico e umano. La lectio magistralis tenuta da Filippo Brighina ha approfondito i meccanismi fisiopatologici della patologia, mentre l’intervento dell’associazione presieduta da Alessandra Sorrentino e la testimonianza di Rosetta Lombardo hanno dato voce al carico di sofferenza personale e lavorativa vissuto dai pazienti.
L’appello per una rete omogenea
Nel suo intervento, Rosario Iannacchero ha sottolineato la necessità primaria di garantire l’accesso equo alle cure su tutto il territorio regionale. Pur evidenziando l’eccellenza nell’assistenza fornita dai centri specializzati, il medico ha rimarcato la criticità dei lunghi tempi di attesa. Per superare questi ostacoli diventa fondamentale la creazione di un filtro territoriale efficace, sviluppato in collaborazione con i medici di medicina generale e i farmacisti.
La rivoluzione delle nuove terapie
Sul fronte dei trattamenti, Michele Trimboli ha evidenziato il radicale cambio di passo garantito dalle nuove soluzioni farmacologiche. L’introduzione degli anticorpi monoclonali, dei gepanti e dei ditani offre oggi un’efficacia nettamente superiore rispetto alle opzioni tradizionali. La vera svolta è rappresentata dall’elevato profilo di sicurezza di questi farmaci innovativi, privi degli effetti collaterali che in passato rischiavano di aggravare lo stato di invalidità delle persone colpite.






























