Dopo secoli di abbandono, il Comune di Zumpano ha ufficializzato l’acquisizione del Convento degli Agostiniani, insieme a dieci ettari di terreno.
Un’operazione definita dall’amministrazione, guidata dal sindaco Fabrizio Fabiano, un atto di “restituzione” alla comunità di un patrimonio storico e spirituale.
Le radici del borgo
Il convento, risalente al 1510, fu fondato da “Fra Zumpano”, al secolo Francesco Marino, e fu il fulcro della Congregazione degli Agostiniani Zumpaniti, un movimento riformatore.
Il sindaco Fabiano ha dichiarato che “non è solo un edificio, ma il simbolo di una storia che appartiene a ogni cittadino di Zumpano“. Ha inoltre ringraziato pubblicamente le famiglie Lappano, Provera, Sabella, Cozzolino e in particolare la famiglia Valentini, custodi del luogo e promotori dell’iniziativa, per il loro “senso di responsabilità storica”.
La rinascita culturale
Dopo il terremoto del 1783 e la soppressione napoleonica, il convento fu acquistato e trasformato in azienda agricola dalla famiglia Corapi, prima di cadere in stato di degrado.
Oggi, il sindaco Fabiano annuncia un progetto di recupero non solo architettonico ma anche narrativo, che trasformerà il convento in un polo culturale con un museo dedicato alla storia agostiniana, laboratori artistici e un archivio digitale. L’obiettivo è creare opportunità per i giovani, il turismo e la ricerca storica.
Una scommessa
L’acquisizione del convento si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione turistica “Zumpano Experience“. Tra le idee in cantiere, si valutano collaborazioni con università e la creazione di itinerari spirituali che colleghino i cinque conventi fondati da Fra Zumpano.
“Zumpano sta scrivendo una nuova pagina, ma lo fa guardando indietro. Senza memoria non c’è futuro, e questo convento è la nostra memoria storica”, ha concluso il sindaco.

































