‘Ndrangheta, beni confiscati e Trame di Rinascita

in Pitagora24
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A Crotone, la ‘Ndrangheta, per anni, ha investito capitali credendo di aver comprato il futuro. Oggi, finalmente, lo Stato risponde. “Trame di Rinascita-Ago e Filo nel Tempo” è la proposta progettuale approvata dal Comune di Crotone e con la quale l’Associazione di promozione sociale Multitracce si è aggiudicata la concessione dell’utilizzo di un bene confiscato alla criminalità organizzata per essere destinato a finalità sociali. Ma non basta. 

» di Alice Benincasa

Il Consiglio Comunale di Crotone ha preso atto del decreto di assegnazione dell’Agenzia nazionale beni confiscati con cui è stata disposta l’acquisizione al patrimonio indisponibile dell’ente di un immobile abusivo confiscato alla criminalità organizzata che sarà destinato alla demolizione. Si tratta di un immobile di 670 mq in località Poggio Pudano. Il fabbricato, situato in un’area non edificabile e a rischio inondazione, è stato dichiarato abusivo e non sanabile, come confermato dal Decreto 35/2009 RGMP del Tribunale di Crotone e dal successivo decreto definitivo della Corte di Appello di Catanzaro.

I valori della legalità

«Non si tratta come ha dichiarato dall’ex assessora ai Beni Confiscati Filly Pollinzi di un mero atto amministrativo ma rappresenta l’occasione per riaffermare i valori della legalità e del convinto contrasto alla criminalità organizzata colpendone il potere economico, per restituire valore alla comunità e rafforzare il sentimento di giustizia sociale”.

La ‍Calabria si conferma, in questi ultimi anni, in prima fila tra le regioni che si impegnano nel recupero dei beni confiscati alle mafie. Ha aperto, infatti, un’importante fase di valorizzazione di questi beni, diventando la prima regione italiana a siglare un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno e l’ANBSC. Nel protocollo sono coinvolti 140 Comuni calabresi su un totale di 404.

> Filly Pollinzi

I nuovi modelli

Al centro della nuova impresa c’è la costituzione di una cooperativa a cui possono aderire le Prefetture, il Forum del Terzo Settore, associazioni di volontariato e intervento e amministrazioni locali.

L’idea da realizzare non punta solo alla riqualificazione materiale degli immobili confiscati, ma tiene in conto anche il loro riuso attraverso attività sociali, culturali e didattiche che si svolgeranno in questi immobili.

La Calabria sta sperimentando nuovi modelli di collaborazione tra enti pubblici e realtà locali per aumentare la capacità di gestione dei beni confiscati.

In molti contesti sono stati attivati percorsi nei quali sono direttamente coinvolti cittadini, associazioni e scuole, nella prospettiva che si possa radicare in modo più forte e duraturo una cultura della legalità.

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