2 giugno, accordo fatto alla Fenice: Orchestra e Coro registreranno Inno Mameli

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(Adnkronos) – Alla fine ha prevalso il buon senso istituzionale. Dopo giorni di tensioni e trattative, è stato raggiunto l'accordo: l'Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice di Venezia eseguiranno l'Inno di Mameli in occasione della Festa della Repubblica, il 2 giugno. Il contributo musicale sarà registrato nella scenografica cornice di Palazzo Ducale e trasmesso su RaiUno, subito dopo il Tg1 delle 20 il prossimo 2 giugno. "La direzione del Teatro ha accettato le nostre richieste e quindi registreremo l'Inno", ha annunciato all'Adnkronos Marco Trentin, professore d'orchestra della Fenice e segretario provinciale Fials che ha condotto le trattative sindacali.  Il via libera è arrivato a fine mattinata al termine di una riunione urgente delle rappresentanze sindacali interne delle maestranze della Fenice a cui hanno partecipato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, presidente della Fondazione lirico-sinfonica, e il sovrintendente Nicola Colabianchi insieme allo staff della direzione dell'ente. Una notizia che pone fine a quello che rischiava di trasformarsi in un caso spinoso, con risvolti simbolici e politici. L'iniziativa, ideata dall'Anfols (Associazione Nazionale delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche) e sostenuta dal ministero della Cultura con un finanziamento di 40.000 euro, punta a inaugurare una nuova tradizione: ogni anno, un diverso teatro d'opera italiano eseguirà l'inno nazionale da un luogo iconico della propria città, esaltando così l'eccellenza musicale del Paese. A Venezia canterà il tenore Vittorio Grigolo mentre il maestro Daniele Callegari dirigerà l'Orchestra. (di Paolo Martini) “Mi spiace moltissimo, oggi cercherò di mettere pace e trovare una soluzione perché cerco di capire le ragioni di entrambi”, aveva detto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, a margine del Festival delle Regioni. “Avevo pensato di utilizzare un pezzettino del mio fondo per mettere quella parte che mancava. È anche vero – ha detto Brugnaro – che i lavoratori vogliono essere pagati e il ruolo del sindacato è questo. Devo vedere se le norme mi consentono di mettere i soldi del mio stipendio che oggi ho su un fondo di solidarietà”.  —[email protected] (Web Info)

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