Konecta e Chiama Roma, a Crotone cresce l’ansia dei lavoratori: Cisl chiede garanzie urgenti

in Attualitàprovincia di Crotone
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La vertenza Konecta R e l’incertezza sulla commessa Chiama Roma riaccendono la tensione nel comparto dei contact center a Crotone. Nel corso di un vertice promosso da Cisl Magna Grecia e Fistel Cisl Calabria, il segretario generale della Cisl Magna Grecia, Daniele Gualtieri, il segretario territoriale Salvatore Federico e il segretario generale della Fistel Cisl Calabria, Gianluca Bifano, si sono confrontati con le rappresentanze sindacali aziendali e numerosi dipendenti. Il quadro emerso tratteggia uno stato di forte apprensione e la necessità improrogabile di avviare tutele concrete.

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La scadenza di dicembre

Gli ammortizzatori sociali per i lavoratori legati a Konecta R stanno ormai per terminare, lasciando centinaia di famiglie nell’incertezza quotidiana.

“Su Konecta R il tempo delle attese è finito. Dicembre è ormai vicino e con esso la scadenza degli ammortizzatori sociali. Tra i lavoratori e le loro famiglie crescono ansia e preoccupazione, perché dopo mesi di incertezza non è ancora chiaro cosa accadrà. Non possiamo arrivare alla fine dell’anno senza una prospettiva concreta”, avvertono con forza Gualtieri e Bifano.

La riconversione legata alle cartelle sanitarie non ha espresso le potenzialità previste, esaurendo le attività prima del tempo stabilito. “Abbiamo sostenuto il progetto di dematerializzazione perché abbiamo creduto nella possibilità di tenere insieme salvaguardia dell’occupazione, riqualificazione dei lavoratori e innovazione della pubblica amministrazione”.

“Oggi – proseguono i dirigenti sindacali – dobbiamo prendere atto che quel progetto non ha garantito gli sviluppi che ci aspettavamo. Le attività sulle cartelle sanitarie si sono esaurite molto più rapidamente del previsto e bisogna capire fino in fondo cosa non abbia funzionato. Occorre adesso accelerare il confronto istituzionale. Auspichiamo che l’incontro tra Ministero, Regione e parti sociali, concordato nell’ultima riunione alla Cittadella regionale, venga convocato nel più breve tempo possibile, per individuare soluzioni concrete”.

Il tavolo istituzionale urgente

Resta delicata anche la situazione dei lavoratori impiegati sul servizio capitolino, dove si profila un cambio di gestione. “Anche su Chiama Roma la priorità è la salvaguardia dei livelli occupazionali. Il cambio di appalto non può mettere in discussione il futuro di lavoratori che da anni garantiscono il servizio. Chiediamo il pieno rispetto della clausola sociale e la continuità lavorativa. Vigileremo con grande attenzione su ogni passaggio della procedura”, proseguono i due esponenti Cisl e Fistel.

I sindacati sollecitano un tavolo di concertazione immediato tra l’amministrazione di Roma, l’azienda subentrante e le sigle rappresentative.

“È necessario un incontro tra l’amministrazione capitolina, la società subentrante e le organizzazioni sindacali, per affrontare l’organizzazione della nuova commessa e le possibili ricadute sul personale. Non devono esserci fughe in avanti o decisioni assunte prima del confronto. Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, affinché siano tutelati i posti di lavoro”, precisano Gualtieri e Bifano.

L’impatto della tecnologia

Le trasformazioni digitali e l’introduzione dell’intelligenza artificiale mettono a dura prova la tenuta complessiva del settore. «Le aziende stanno affrontando cambiamenti profondi, mentre migliaia di lavoratori sono già interessati da riduzioni delle attività e ammortizzatori sociali. Non possiamo accettare che l’innovazione tecnologica si traduca in una perdita di occupazione”.

Per i sindacalisti “occorrono investimenti sulla formazione e sulla riqualificazione professionale, per adeguare le competenze alle nuove attività legate alla trasformazione digitale. Serve inoltre una politica industriale nazionale che sostenga il settore, offra nuove opportunità ai lavoratori e preveda strumenti di accompagnamento alla pensione per chi è ormai vicino alla conclusione del proprio percorso lavorativo”.

L’impatto occupazionale della crisi penalizza fortemente l’economia dell’area di Crotone e della Calabria. “Sul nostro territorio il comparto occupa migliaia di persone e rappresenta una componente importante dell’economia locale. La Regione deve farsi carico delle conseguenze sociali di questa crisi e il Governo nazionale deve prevedere risorse e interventi per il rilancio della filiera. Non possiamo permetterci di disperdere professionalità ed esperienze maturate in tanti anni di lavoro”, ribadiscono Gualtieri e Bifano.

L’ipotesi di mobilitazione

In assenza di risposte rapide, le rappresentanze sindacali valutano l’avvio di azioni a tutela dei diritti dei lavoratori. “Dall’incontro di oggi è emerso chiaramente quanto siano cresciute la tensione, la preoccupazione e l’esasperazione dei lavoratori e delle loro famiglie. Come Cisl stiamo lavorando in maniera coordinata a tutti i livelli, territoriale, regionale e nazionale, per individuare soluzioni concrete a tutela dell’occupazione”.

 Ci aspettiamo che gli impegni assunti trovino rapidamente seguito e che ciascuno, per le proprie competenze, faccia la propria parte. In assenza di sviluppi positivi, saremo costretti a intraprendere le iniziative necessarie per tutelare l’occupazione e gli interessi dei lavoratori”, concludono con fermezza i vertici di Cisl Magna Grecia e Fistel Cisl Calabria.

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