Magarò: “Tutti uniti nella lotta alla ‘ndrangheta”
Salvatore Magaro’, nominato Presidente della Commissione regionale contro il fenomeno della Mafia, ha affermato che “si tratta di un onore e una responsabilita’. Faro’ del mio meglio per essere all’altezza del compito. Non vi e’ dubbio che la lotta alla criminalita’ e segnatamente a quella di stampo mafioso, rappresenta un compito ineludibile di cui tutti noi dobbiamo farci carico: non e’ possibile sviluppo economico, ma non e’ possibile nemmeno il pieno esercizio delle attivita’ democratiche, se le cosche mafiose esercitano un predominio sulla societa’. In questa battaglia contro la ‘ndrangheta, che vince tristemente le classifiche come l’organizzazione piu’ ricca e potente del mondo, dobbiamo essere tutti uniti, ma senza confusioni di ruoli, ognuno per la sua parte: magistrati e forze dell’ordine, esponenti politici e amministratori, senza mai dimenticare che occorre conferire preminenza alla fase preventiva rispetto a quella meramente difensiva; che la costruzione di un contesto virtuoso che scoraggi la nascita e la proliferazione dell’illegalita’ organizzata e’ piu’ importante della repressione, che essa pure e’ necessaria; e che servono condotte quotidiane coerenti, perche’ per diffondere una cultura della legalita’ bisogna non solo proclamarla, ma praticarla, dare il buon esempio, sviluppare un’ondata ininterrotta e coinvolgente di buoni comportamenti. Assumo l’impegno a prestare la massima assistenza alle famiglie delle vittime della mafia: non dobbiamo lasciare mai soli i congiunti delle persone assassinate, e fare da sponda a quanti vogliono denunciare, portare alla luce, liberarsi dalla cappa dell’omerta’. Ma anche offrire un aiuto concreto a quanti vogliono uscire dall’illegalita’, emanciparsi, dire no per sempre agli errori del passato, in parte dovuti a un clima, a un contesto sociale e familiare in cui hanno vissuto. E poi dobbiamo sviluppare la cultura della legalita’ in tutta la societa’, a partire dalla scuola, in cui si formano le coscienze, si tempra la propria indole. E cosi’, poi, in tutta la societa’ civile, contrapponendo alle logiche della sopraffazione e della violenza la cultura della legalita’, del rispetto, della coesistenza pacifica. No, dunque, alla retorica dell’antimafia, si’ all’azione concreta per rendere la nostra una regione affrancata dalle ingiustizie, dalle prevaricazioni, dalle violenze”.



























