Gioco online: Calabria maglia nera, bruciati quasi 3mila euro a testa

in Cronacaprovincia di Calabria
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La Calabria si conferma tra le regioni italiane con le punte massime di gioco online pro capite nel 2024, registrando un forte aumento rispetto al 2022. Secondo la seconda edizione del rapporto sul gioco nei piccoli Comuni, presentata da Federconsumatori, Cgil e Fondazione Isscon, la nostra regione si posiziona infatti al secondo posto per la media delle giocate pro capite online nei piccoli Comuni (quelli cioè tra i 2mila e i 10mila abitanti) con 2.910 euro di raccolta, contro la media nazionale di 1887 euro. Considerando il totale dei Comuni, la Calabria è terza con una media di 3041 euro pro capite.

Piccoli comuni in crisi acuta

Nei piccoli comuni, dunque, il gioco da remoto ha superato nettamente quello fisico, rappresentando il 61,4% della raccolta complessiva a livello nazionale. Nelle piccole realtà del Sud e delle Isole l’online ha superato la soglia del 70%.

La Calabria è in seconda posizione in questa classifica, subito dopo la Campania. Il rapporto ha evidenziato 116 Comuni in “crisi acuta da azzardo”, l’82% dei quali si trova nel Sud e Isole (inclusa l’Abruzzo), dove l’azzardo online è più che doppio della media nazionale (2162 euro pro capite).

I rati record della regione

Molti comuni calabresi registrano valori record di raccolta pro capite. Tra i piccoli Comuni (2000-9999 abitanti), spiccano Stefanaconi (Vibo Valentia) con 9222 euro, Curinga (Catanzaro) con 8469 euro e Gerace (Reggio Calabria) con 6995 euro.

In particolare, Montepaone ha registrato un aumento del 148,7% nella raccolta pro capite online nel 2024 rispetto al 2022, seguito da Curinga con il 139,3% e Stefanaconi con il 117%.

Anche i comuni con più di 10mila abitanti mostrano dati elevati, come Scalea (4867 euro), Melito Porto Salvo (4540 euro) e San Giovanni in Fiore (4516 euro).

Tra azzardo e legalità

L’alternarsi di primati di gioco tra i comuni evidenzia il sospetto intreccio con attività illecite che influenzano e controllano il fenomeno.

Il decentramento dei volumi di gioco online verso realtà demograficamente ridotte può essere una modalità per la malavita organizzata per individuare aree più nascoste per il riciclaggio di denaro.

“Il quadro che offre il rapporto nazionale… è sconfortante. Ciò che emerge è la mancanza di volontà porre un argine al fenomeno” ha detto la Presidente di Federconsumatori Calabria, Mimma Iannello sottolineando anche che l’azzardo rappresenta una “tassa sulla povertà”.

La mancanza di trasparenza

Il rapporto denuncia una crescente opacità nell’accesso ai dati. L’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane (Adm) ha esteso il divieto di diffusione dei dati di tutto l’azzardo, rendendoli indisponibili per l’85% dei Comuni italiani: questo, secondo gli autori, “alimenta opacità e copre il business del gioco”.

La diffusione del cosiddetto “gioco responsabile” è vista come un superamento subdolo del divieto di pubblicità. Federconsumatori chiede una riforma che metta al centro la tutela della salute, la coesione sociale, la legalità, la riduzione e la regolamentazione dell’offerta.

> QUI il Rapporto Federconsumatori

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