Elezioni. il monito della Diocesi di Crotone: “Chiesa non sia strumento di propaganda”

in Politicaprovincia di Crotone
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Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative che coinvolgeranno diversi comuni della diocesi, ed in programma per il prossimo 24 e 25 maggio, il Consiglio Episcopale Diocesano di Crotone ha voluto tracciare una rotta chiara. Non si tratta di un’intrusione nella politica – come viene precisato -, ma di una parola di orientamento pastorale per accompagnare i cittadini in un momento decisivo.

Chiesa sopra le parti

Il cuore del messaggio risiede nel richiamo al valore della partecipazione responsabile alla vita democratica. Per il Ced i fedeli laici sono chiamati a essere protagonisti nella costruzione del bene comune, esercitando “un discernimento che sia libero da condizionamenti, serio nelle intenzioni e coerente con i principi cardine della dottrina sociale della Chiesa”.

Un punto fermo del documento riguarda l’identità stessa della comunità ecclesiale. Viene ribadito con forza che la Chiesa non si identifica con alcuna fazione o parte politica.

In un periodo in cui i toni della campagna elettorale rischiano di farsi accesi, il Consiglio sottolinea quindi che gli spazi, le attività e gli organismi ecclesiali devono essere protetti con estrema prudenza.

L’obiettivo è chiaro: evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione che possa inquinare la missione spirituale e sociale della comunità. La fede deve dunque restare “luogo di accoglienza e mai uno strumento di propaganda per singoli candidati o liste”.

Il ruolo del clero

Il richiamo alla responsabilità investe in modo diretto anche i sacerdoti, i diaconi e i religiosi. A chi ricopre ruoli di guida nella Chiesa viene richiesto uno stile di rigorosa sobrietà.

La nota pastorale indica chiaramente l’obbligo di astenersi da ogni coinvolgimento elettorale, sia esso diretto o indiretto, seguendo i criteri stabiliti dalla Dsc e dal Cdc.

Un distacco da non intendere come un disinteresse, ma come una forma di rispetto verso la liberà di coscienza di ogni cittadino. Il compito del clero deve restare quello di formare le coscienze ai valori universali, senza mai indicare una preferenza di parte nell’urna.

> Mons. Alberto Torriani

Un clima di rispetto

L’auspicio finale del Consiglio Episcopale guarda al confronto pubblico e al ruolo dell’informazione. La speranza è che la competizione elettorale si svolga in un clima rispettoso e non divisivo.

Le comunità locali hanno bisogno di una politica realmente orientata al loro bene, fatta di proposte concrete e linguaggi pacati.

Solo attraverso una comunicazione onesta e una partecipazione attiva si potrà quindi garantire una crescita civile e sociale che metta al centro la persona e le sue necessità, trasformando il tempo del voto in una vera occasione di progresso per tutto il territorio diocesano.

Gli orientamenti

Questi gli orientamenti contenuti nel documento del Consiglio Episcopale Diocesano:

  • Il valore della partecipazione. La partecipazione al voto è espressione di responsabilità e di cura per il bene comune. Essa va vissuta come un atto di coscienza, libero e consapevole, maturato alla luce dei valori della dottrina sociale della Chiesa.
  • La responsabilità dei cristiani nella vita pubblica. I fedeli laici sono chiamati a contribuire alla costruzione della città degli uomini con spirito di servizio, competenza e integrità morale. L’impegno politico, nelle sue diverse forme, è una delle espressioni più alte della carità, quando è orientato autenticamente al bene di tutti, in particolare dei più fragili.
  • Il discernimento e la libertà di scelta. La comunità ecclesiale non si identifica con alcuna parte politica. Essa accompagna, forma e sostiene le coscienze, senza indicare schieramenti o candidature. Ogni scelta deve maturare nel rispetto della dignità della persona, della giustizia sociale, della legalità e della promozione della pace.
  • Neutralità degli spazi ecclesiali e prevenzione di strumentalizzazioni. Per evitare ogni forma di strumentalizzazione, il Consiglio Episcopale Diocesano stabilisce alcune disposizioni diocesane: le parrocchie, le scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, le associazioni e i movimenti ecclesiali evitino di mettere sedi e strutture a disposizione di iniziative di singoli partiti o formazioni politiche. Si vigili affinché le attività pastorali non vengano utilizzate a fini elettorali: in questo periodo è prudente non programmare iniziative che coinvolgano persone candidate o già impegnate a livello politico.
  • Partecipazione alla vita politica e incarichi ecclesiali. Gli appartenenti a organismi ecclesiali — in particolare coloro che ricoprono incarichi di responsabilità — qualora intendano candidarsi alle elezioni sono da considerarsi sospesi dai rispettivi organismi per tutta la durata del processo elettorale e, in caso di elezione, lasceranno il proprio incarico.
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