Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Matteo Costanza, disponendo la sua immediata liberazione per carenza di gravi indizi di colpevolezza. La decisione arriva dopo il rinvio disposto dalla Cassazione, che aveva già smontato l’impianto indiziario costruito a suo carico nell’ambito dell’inchiesta “Millennium”.
Operazione Millennium. Indagato arrestato in Spagna, estradato in Italia
Il referente del can di Platì
Costanza, 52 anni, originario di Triggiano ma residente in Spagna, era stato arrestato all’estero e poi estradato in Italia nel luglio 2025. Secondo l’accusa, sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale e referente ispanico della cosca Barbaro “Castani” di Platì, con un presunto ruolo nella gestione di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica e diretti verso l’Europa.
L’operazione “Millennium”, avviata nel 2018 e culminata il 21 maggio 2025 con decine di misure cautelari, aveva ricostruito l’operatività delle principali consorterie di ’ndrangheta nei tre mandamenti della provincia reggina e nei loro collegamenti fuori regione e all’estero.
L’inchiesta aveva portato alla contestazione di reati che andavano dall’associazione mafiosa al traffico internazionale di stupefacenti, fino allo scambio elettorale politico-mafioso e alla detenzione illegale di armi.
Droga, estorsioni (e politica): il “mandamento” reggino sotto scacco dei clan “associati”
L’annullamento dell’arresto
Dopo l’estradizione, il primo riesame aveva confermato la misura cautelare, ma la difesa, assistita dagli avvocati Alessandro Diddi e Davide Vigna, ha ottenuto in Cassazione l’annullamento con rinvio dell’ordinanza di rigetto. Il nuovo esame del Riesame ha quindi recepito le censure difensive, ritenendo non sufficientemente solido il quadro indiziario sul reato associativo.
Il procedimento principale, però, resta aperto e proseguirà il suo percorso davanti all’autorità giudiziaria.































