Opere postume, Belmoro e gli Inediti: l’ultima visione di Alvaro

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Corrado Alvaro muore l’11 giugno 1956 a Roma, lasciando cassetti pieni di manoscritti incompiuti. Non è un addio improvviso: l’autunno prima aveva annunciato Belmoro al “Terzo Programma” Rai, “libro intermedio, fantasia sul dopoguerra”. Uscito postumo nel 1957 da Bompiani, è il suo lascito più audace: distopia fantascientifica ambientata in un mondo post-apocalittico, un anno dopo L’uomo è forte. I critici del tempo lo definiscono “il romanzo più originale di Alvaro”, paradossale e moralista contro società dei consumi.

Belmoro segue l’omonimo protagonista in un futuro pacifico sotto un governo mondiale. Progressi scientifici ovunque: auto volanti, comunicazioni istantanee, pace eterna. Ma sotto la patina, gli orrori: intellettuali asserviti, scolarizzazione massificante, edonismo perverso. Belmoro, picaresco avventuriero, vive per la curiosità, cade dal cielo come “ragazzo misterioso”, esplora città utopiche dove sesso e tecnologia cancellano l’umano. Ed Alvaro denuncia l’erosione della libertà, con il potere centrale che erode il ruolo dell’intellettuale ed uniforma le culture in massa consumista.

Non solo fantascienza, ma anche allegoria politica. Annunciato 1954, riflette la Guerra Fredda, il boom economico, le paure nucleari. A differenza di L’uomo è forte (1938), Belmoro è grottesco: paradosso su modernità che libera ma imprigiona. Non sarà un successo editoriale, non ci sarà nessuna ristampa, ma solo una riscoperta recente in alcune antologie di fantascienza italiana.

Mastrangelina (1960) e Tutto è accaduto (1961) completano la trilogia Memorie del mondo sommerso con L’età breve (1946). Autobiografiche, evocano infanzia locridea: Mastrangelina è la nonna materna, custode riti magici; tutto accade tra San Luca e Reggio Calabria, ponendo il folklore contro la storia. La moglie e i quaranta racconti (1963, Bompiani), 500 pagine di novelle giovanili inedite o disperse, recensite da Il Mulino. In Settantacinque racconti (1955) si seleziona il meglio della prosa breve.

Ed ancora: Roma vestita di nuovo e Un treno nel Sud (ciclo Itinerario italiano). Inediti restano Domani, Passioni ed errori (saggi). Alvaro rimane, fino alla fine, prolifico come sempre, ma sopratutto sperimentatore.

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