Il titolo dell’articolo si riferisce alla fobia che possono provocare parole lunghe o complesse, in apparenza incomprensibili. Il termine, coniato in ambiente clinico statunitense, risulta iperbolico e composto da parole latine e greche che si traducono: “paura mostruosa come un ippopotamo di parole lunghe un piede e mezzo” (con riferimento anche alla metrica latina). Tale timore può provocare ansia o, addirittura, attacchi di panico.
» di Francesco Iona e Antonio Lumare
Nell’articolo si affronta il topos della Bonifica (etimologia: “facere bona”) in quanto Crotone è un sito SIN e da decenni ormai questa tematica risulta all’ordine del giorno. Quando si parla di bonifica di aree dove c’erano fabbriche o impianti industriali contaminati, si entra nel campo della salute pubblica ambientale. La presenza di inquinanti persistenti nei suoli, nell’aria e nelle acque può essere associata a un aumento del rischio di diverse condizioni patologiche.

I rischi per la popolazione
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica che i siti contaminati da attività industriali possono esporre la popolazione a molteplici rischi per la salute, tra cui l’aumento della mortalità complessiva e delle incidenze di diversi tipi di cancro in popolazioni esposte a contaminanti storici; le malattie respiratorie croniche dovute all’inalazione di inquinanti atmosferici e particolato fine; e le anomalie congenite e problemi riproduttivi, associati a contaminanti ambientali persistenti.
Studi epidemiologici in regioni con discariche o siti di rifiuti industriali mostrano correlazioni con tumori specifici di seno e testicolo, leucemie nei giovani e disturbi respiratori.
Da qui nasce l’importanza della bonifica ambientale: rimuovere le sostanze tossiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, PFAS, solventi industriali ecc.) riduce l’esposizione per le comunità e può abbassare nel lungo periodo i rischi di tumori e altre malattie croniche collegate all’inquinamento.

Tumore, l’origine del termine
Si approfondisce ora l’origine del termine “tumore”, parola che si ha paura anche solo a pronunciare. Esso deriva dal latino tumor e significa letteralmente “rigonfiamento”; il verbo di riferimento è tumēre, essere gonfio, infatti l’idea di espansione o rigonfiamento rimanda all’osservazione di formazioni anomale nei tessuti. Nel linguaggio medico classico si indicava qualsiasi massa o accumulo di materiale che producesse un aumento di volume.
Nel tempo, in medicina, il termine ha assunto il significato specifico di una proliferazione di cellule anomale – da benigne a maligne – che danno luogo anche alla parola “neoplasia” (“nuova formazione”), dal greco νέος “nuovo” e πλάσις “formazione”.
Nel linguaggio comune la parola “tumore” indica una massa cellulare che può essere maligna o benigna e che, per i casi più gravi, si definisce “cancro”.
Ippocrate, il padre della medicina, usò la parola greca “karkìnos”, granchio, perché alcuni cancri della mammella da lui osservati avevano un aspetto simile al granchio, per le numerose propaggini simili alle chele del crostaceo.

I molti nomi delle malattie
Molti nomi di malattie tumorali sono formati con il suffisso -oma, che indica una tumefazione o neoplasia. Ecco alcuni esempi clinici:
Carcinoma, dal greco καρκίνωμα (“tumore maligno”), καρκίνος, granchio; Sarcoma, dal greco σαρκόμα (“escrescenza carnosa”), da σάρξ “carne”, termine storicamente usato per tumori del tessuto connettivo.
Leucemia / linfoma / melanoma, altri esempi di tumori specifici con suffissi e radici che descrivono il tipo di tessuto coinvolto (bianco, linfatico, pigmentato ecc.).
Purtroppo l’elenco delle patologie sarebbe troppo lungo ma questa breve trattazione rende evidente una realtà: i termini scientifici derivano spesso dal greco antico perché la Grecia classica è stata la culla del pensiero razionale, della filosofia naturale e di molte discipline.
Questa lingua offre radici, prefissi e suffissi estremamente flessibili, ideali per creare neologismi che descrivano caratteristiche morfologiche e funzionali degli elementi della realtà.
Diventa un dovere e una soddisfazione, allora, studiare le lingue classiche, opportunità che ci viene offerta nel nostro Liceo Classico.































