Sfidare il silenzio con la forza dei dati e trasformare i simboli del potere criminale in uno spazio di libertà. È questa la missione del Team Unbound, un gruppo di studenti del Liceo Classico Pitagora di Crotone che ha deciso di non restare a guardare. Partecipando al contest nazionale ”A Scuola di OpenCoesione” questi ragazzi sono diventati sentinelle di legalità.
» di Giorgia Megna e Maria Francesca Ribecco
ASOC è un percorso innovativo di didattica sperimentale, promosso dal dipartimento per le politiche di coesione della presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che stimola la cittadinanza attiva attraverso il monitoraggio dei finanziamenti pubblici. Grazie a questo prestigioso quadro istituzionale, il lavoro di indagine civica del team su un bene confiscato a Cirò non resterà chiuso in un’aula, ma finirà su Monithon, la più grande piattaforma indipendente di monitoraggio civico che garantisce trasparenza e controllo sociale sulle opere finanziate dallo Stato e dall’Unione Europea.

La risposta alle emergenze
Proprio in quanto risposta alle emergenze presenti sul territorio, il progetto monitorato dal Team Unbound assume un valore simbolico e pratico immenso.
Si tratta della riqualificazione di un immobile, adibito in passato a bar e sala giochi, confiscato nel 2008 a Peppe e Silvio Farao. Dove un tempo si decidevano le sorti dell’illegalità, oggi batte il cuore di un centro di aggregazione per adolescenti, gestito con cura dalla parrocchia di Santa Maria de Plateis.
Una ristrutturazione costata 227 mila euro (di cui 170 mila stanziati dall’Unione Europea tramite i fondi FESR) pensata per offrire protezione e supporto educativo in una terra che ne ha un disperato bisogno.
La dispersione scolastica
Non è solo una questione di numeri, ma di vite. In Calabria, la dispersione scolastica, secondo i dati Istat e gli studi di Openpolis e Save the Children è una ferita aperta che colpisce tra il 11,8% e il 14% dei giovani.
In provincia di Crotone l’abbandono degli studi è un grido d’allarme che non può più essere ignorato, specialmente se incrociato con un dato drammatico: secondo il Dossier “Indifesa” di Terre des Hommes, i reati contro i minori in Italia sono aumentati del 34% nell’arco dell’ultimo decennio.
Ed è proprio la Calabria una delle aree in cui i casi di maltrattamento e disagio sociale disegnano una mappa della fragilità che colpisce i più piccoli, rubando loro il futuro prima ancora che possano immaginarlo.

Un nuovo significato
La Calabria, secondo i dati dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, conta oggi 1736 beni confiscati, ma la vera vittoria non è solo sottrarli al crimine: è restituirli ai cittadini e caricarli di nuovo significato.
Per questo il Team Unbound ha scelto di non limitarsi alla rendicontazione tecnica, ma di dare voce alla legalità attraverso lo strumento della comunicazione radiofonica e digitale.
Il nuovo podcast prodotto da questi studenti non è solo un resoconto ma un’opera di narrazione civile. Utilizzando un linguaggio fresco e senza filtri, i ragazzi trasformano i dati in storie.
Attraverso interviste, riflessioni e testimonianze, il podcast diventa una piazza virtuale dove la comunità può finalmente riappropriarsi di ciò che le apparteneva.
Raccontare che un ex bar della malavita è oggi un luogo di studio e gioco o catechesi significa rompere il mito dell’invincibilità delle ‘ndrine, dimostrando che il potere della collettività è più forte della violenza.

Una disciplina sul campo
Il riutilizzo sociale non è una pratica burocratica, ma il battito di una terra che ha smesso di abbassare lo sguardo. È la prova tangibile che, laddove per anni ha regnato l’ombra dell’interesse illecito, oggi può finalmente brillare la luce dell’opportunità collettiva.
Per i ragazzi del Liceo Pitagora la legalità non è un concetto astratto da studiare solo sui libri, ma una disciplina che si esercita sul campo: monitorando con rigore, osservando con coraggio e, soprattutto, parlando.
Quella del Team Unbound è una voce che deve farsi spazio e diventare sempre più forte in un territorio che, per troppo tempo, ha chinato il capo accettando il silenzio come destino.
Oggi quel silenzio si spezza. Perché quando la consapevolezza dei giovani si leva, ferma e chiara, l’oscurità che ha protetto l’illegalità per decenni inizia finalmente a tremare. Il riscatto non è più un’attesa, ma deve diventare un’azione corale in una Calabria che non può più restare a guardare.































