A Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura a Roma, si è svolta la cerimonia finale della nona edizione del Premio Internazionale Ranieri Filo della Torre, promosso da Pandolea per celebrare l’olivo e l’olio come simboli del Mediterraneo. Tra i protagonisti della giornata anche lo scrittore catanzarese Marco Angilletti, che con l’opera autobiografica Bea, ricordati l’amore! ha conquistato il secondo posto nella sezione narrativa.
Il libro, attraverso il legame tra nonno e nipote, racconta memoria, radici e sacrifici di chi vive e lavora la terra, trasformando l’uliveto di famiglia in un luogo di identità e custodia dei valori più autentici. Un risultato che assume anche un significato speciale per la Calabria, territorio fortemente legato all’agricoltura e alla filiera olivicolo-olearia.
L’edizione 2026 del premio ha visto una folta partecipazione internazionale, anche in occasione dell’Anno della Donna Rurale, con la presenza di esponenti della FAO e di una delegazione giordana. Riconoscimenti sono stati assegnati anche alle sezioni poesia, haiku, tesi di laurea e ai migliori oli prodotti dagli istituti agrari.































