Quattro condanne ed una prescrizione. È quando stabilito dal giudice Marco Bilotta del Tribunale bruzio, a carico di altrettanti imputati coinvolti nella nota operazione Alarico, che nell’aprile del 2019 inferse un duro colpo alle piazze di spaccio del cosentino, facendo scattare quasi una sessantina di arresti.
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Le decisioni del giudice
Le condanne inflitte variano in base alle responsabilità fin qui accertate nel corso del processo. Ad Ottavio Bevilacqua la pena più alta, a 6 anni di reclusione, pur venendo assolto da quattro capi d’imputazione perché il fatto non sussiste. Per Carmine Vitaro è stato invece dichiarato il non doversi procedere per sopraggiunta prescrizione.
Tre gli anni e nove i mesi decisi a carico di Alfredo Sirufo; due gli anni di reclusione per Michele Rudisi (scagionato da altre tre contestazioni per non aver commesso il fatto): e, infine, un anno mezzo per Salvatore Calandrino (beneficiando anche lui dell’assoluzione per due specifici episodi).
Ben 417 i capi d’imputazione complessivi contestati agli indagati nell’inchiesta e che spaziavano dallo spaccio fino all’estorsione e alla detenzione illegale di armi.
































