M5S, la base approva il programma in 20 punti: “L’invio di armi all’Ucraina allontana la pace”

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(Adnkronos) – Con il 91,7% dei sì, la base del Movimento 5 stelle ha dato mandato al presidente Giuseppe Conte per andare al tavolo di coalizione e dire che “continuare a inviare armi” all’Ucraina “allontana pace”. Nei voti sulla politica estera, però, la proposta è quella che riceve il favore minore, anche se molto plebliscitario, ma tant’è. L’okay al “primato del diritto internazionale”, per dire, arriva al 98,3%, seguito a ruota dalla Conferenza internazionale e il riconoscimento dello Stato di Palestina che raccoglie il 97,9% dei voti favorevoli.  

Il 94,1% vuole il no al piano di riarmo europeo e il 91,8% il no all’innalzamento della spesa per la difesa. Su un totale di 106.829 votanti, hanno partecipato al voto sul no all’invio di armi all’Ucraina in 39.770, ovvero il 37,2% degli aventi diritto. In 36.461 hanno detto sì e 3.309 no. 

 

Tutte le proposte sottoposte al vaglio della comunità del Movimento 5 stelle sono state approvate. Sul totale dei 159 quesiti complessivi, compreso quello sulle armi all’Ucraina, si sono espressi in 45.340, esprimendo in tutto 6.068.826 voti. 

Su una platea di 106.829 iscritti al Movimento 5 stelle, hanno partecipato al voto per le proposte che Giuseppe Conte porterà al tavolo di coalizione in 45.340, ovvero poco più del 42%. Nel dettaglio, hanno votato il 41,68% degli aventi diritto (44.523) sui temi quali ambiente, energia, casa, scuola, informazione e digitale, il 37,23% (39.770) sui temi di giustizia, sicurezza, esteri, immigrazione, democrazia, partecipazione e diritti, il 36,65% (39.153) sui temi di sanità, Welfare, lavoro ed economia. 

Mentre il Patto generazione, riservato solo ai giovani iscritti, su una platea di 9235 votanti, hanno espresso il loro voto il 20,25%, ovvero 1870 giovani. Tutti i 12 punti hanno ricevuto parere positivo, ma con molte differenza. Il diritto di voto ai 16enni è stato promosso ‘solo’ dal 52,35% dei votanti, contro il 47,65% che ha bocciato la proposta. Numeri non plebliscitari anche per un capitale di 15mila euro per i neodiciottenni, promosso dal 78,4%, e per un reddito di base (1000 euro al mese) per chi lavora nella cultura, i sì sono stati il 76,52%. 

Delle 159 proposte approvate dalla comunità del Movimento 5 stelle, alcune sono state votate con più favore, altre leggermente di meno. Per esempio: il 99,7% dei votanti dice sì alla politica fuori dalla sanità, e quindi il no a che le nomine dei vertici sanitari siano fatte nelle stanze delle varie amministrazioni regionali. Grande plebiscito anche per la legge contro il conflitto d’interessi, la cosiddetta norma ‘anti-Renzi’, che raccoglie il 99,5% dei voti favorevoli, e su tenere fuori i partiti della Rai, 99,2% dei sì.  

Nell’ambito sanitario, il 98,1% dice sì all’abbattimento delle liste d’attesa grazie ai proventi della sanità privata. In quello sull’immigrazione, bene (con il 98,6% dei voti favorevoli) l’abolizione della Bossi-Fini e l’attivazione del click day, un po’ meno bene la proposta sullo ius scholae, che pur viaggiando su percentuali alte si ferma all’89,4% dei consensi totali. Un dato, al ribasso, che registrano anche le proposte sulla penalizzazione della cannabis, con l’okay ‘solo’ dell’84,5% dei voti espressi, e quella sul voto ai sedicenni e ai fuori sede, a cui dice sì l’84,4%. 

Sui diritti da acquisire, si viaggia su percentuali più alte. Al matrimonio egualitario dicono in sì il 94,2% dei votanti, al fine vita il 95,9%, a una legge sull’omolesbotransfobia il 94,7%. Alle adozioni per le coppie omogenitoriali, invece, il dato si ferma all’84,3%. Ancora: l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole piace al 97,5%, la stessa percentuale che dice sì anche all’obbligo scolastico davvero gratuito. Raccolgono un po’ meno favore gli asili nidi gratis per tutti, è il 96,6% che è d’accordo. Nel capitolo delle tasse, depauperato della patrimoniale, la proposta che dice di abbassare al lavoratori e alle imprese, ma aumentarle a chi specula registra il 98,6% dei voti favorevoli. Mentre due delle grandi battaglie dei Cinquestelle, come il reddito di cittadinanza, ribattezzato Reddito 2.0, piace al 97,8%, la reintroduzione del reato di abuso d’ufficio al 98,9%, e infine la riduzione progressiva per i contributi pubblici diretti all’editoria al 97,4%. 

 

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