La Biennale dello Stretto unisce Reggio e Messina nel segno delle “Mutazioni”

in Tempo liberoprovincia di Reggio Calabria
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Partirà venerdì prossimo, 18 settembre, per concludersi il 13 dicembre, la terza edizione della Biennale dello Stretto, un evento culturale di ampio respiro che si svilupperà tra le due sponde, toccando location suggestive a Reggio Calabria e Messina. Il progetto, nato da un’idea dell’architetto Alfonso Femia, è promosso dalla Fondazione Le Città del Futuro e gode quest’anno del prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura, oltre al sostegno di numerosi partner pubblici e privati. Il logo ufficiale, con una “B” rossa stilizzata e la scritta “Mutazioni“, anticipa visivamente la profondità del tema che verrà affrontato.

Il cuore pulsante dell’evento

Il cuore pulsante di questa edizione è racchiuso nella parola “Mutazioni“, un termine preso in prestito dalla biologia, ma qui inteso non tanto come alterazione genetica, quanto per esprimere l’irrevocabilità e la profondità dei cambiamenti in atto.

L’obiettivo è continuare a scandagliare le potenzialità dell’area mediterranea, prendendo in esame tutti gli elementi che la descrivono, dai paesaggi alle culture, dalle architetture alle città, talvolta anche in contrasto tra loro, per ipotizzarne uno sviluppo futuro sostenibile e consapevole. Le date della mostra, dal 18 settembre al 13 dicembre, sono chiaramente indicate sul materiale promozionale.

Uno sguardo oltre i confini

Le prime due edizioni hanno già dimostrato la capacità dell’evento di oltrepassare i confini geografici, grazie all’ampliamento dei temi trattati e al coinvolgimento di curatori dalle competenze eterogenee. La Biennale dello Stretto mantiene e amplifica questa sua peculiarità, proponendo un percorso che abbraccia territorio, architettura, arte e fotografia.

Fuori dai soliti circuiti, l’evento si propone di mettere insieme le tre rive – africana, europea e mediorientale -, ampliando lo sguardo sia verso Oriente che verso Occidente, in un proficuo confronto internazionale.

Le location principali includono il Forte Batteria Siacci a Campo Calabro, il Museo Archeologico Nazionale e Villa Genoese Zerbi a Reggio Calabria, oltre a spazi a Messina come l’università e la Fondazione Messina.

La direzione e il programma

Sotto la guida scientifica dei direttori Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji, l’edizione 2026 si avvale di un team curatoriale complesso, composto da otto esperti per l’area progettuale scientifica e quattro per le sessioni dedicate ad arte, fotografia e design.

Il programma della sessione inaugurale, dal 18 al 22 settembre, prevede incontri, talk e performance. Tra gli appuntamenti di rilievo, il “taglio del nastro” a Campo Calabro con il sindaco Rocco Alessandro Repaci, la conferenza stampa dei direttori introdotti dal giornalista Giorgio Tartaro e lecture di figure come il filosofo Gilles Lipovetsky e l’architetto Didier Faustino. Spazio anche all’arte con performance di Luigi Ontani a Scilla e dialoghi con artisti come Judith Cowan e registi come Fabio Mollo.

Un invito alla riflessione

Nelle parole dei direttori Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji, “Mutazioni” rappresenta “un invito a riflettere su cosa realmente sta accadendo in questo tempo, non solo sui possibili scenari evolutivi nel breve e nel medio periodo, ma sul complesso tema del disallineamento evolutivo e sulle conseguenze che stanno già investendo territori e città”.

La Biennale si pone quindi non solo come una vetrina di progetti e opere, ma come un vero e proprio laboratorio di pensiero per affrontare le sfide del futuro. La presenza di partner istituzionali come l’Ance e l’Ordine degli Architetti sottolinea la rilevanza tecnica e disciplinare dell’iniziativa.

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