Agguato a Piscopio, dopo 18anni la condanna: 11 anni per Michele Fiorillo

in Cronacaprovincia di Vibo Valentia
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I giudici del Tribunale di Vibo Valentia hanno inflitto undici anni di reclusione al 40enne Michele Fiorillo, ritenuto responsabile del tentato quadruplice omicidio avvenuto il 3 ottobre 2004 nella frazione di Piscopio. L’imputato, assistito dall’avvocato Diego Brancia, ha visto ridursi sensibilmente la richiesta di pena avanzata dalla Procura, che aveva sollecitato una condanna a 20 anni. I magistrati hanno escluso l’aggravante della premeditazione, confermando tuttavia la matrice mafiosa del fatto di sangue.

Gli spari durante la festa

La vicenda risale alle celebrazioni per il santo patrono del paese, quando un commando armato aprì il fuoco per futili motivi ferendo Rocco e Nicola Bellissimo, Cosmo Pistininzi e Pietro Pasquale Cannatelli.

L’imputazione, originariamente inserita nell’inchiesta denominata Portosalvo, ha poi seguito una strada processuale autonoma dopo lo stralcio deciso dal giudice Gilda Danila Romano, che aveva disposto la trasmissione dei fascicoli al collegio giudicante della città calabrese.

Il profilo dell’imputato

Attualmente sottoposto al regime del 41bis, il carcere duro, Fiorillo è ritenuto dagli inquirenti una figura di spicco della criminalità organizzata locale.

Figlio di Pino Fiorillo, rimasto ferito nel lontano 1995 in un agguato a Briatico insieme al boss Saverio Razionale, l’uomo è stato inserito dalle ricostruzioni investigative al vertice del locale di Piscopio, struttura direttamente collegata e riconosciuta dal Crimine di Polsi.

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