“Non più soltanto centri di salute mentale o prestazioni sanitarie frammentate, ma una presa in carico globale e personalizzata, capace di valorizzare dignità, competenze, desideri e autodeterminazione delle persone”.
Con queste parole l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, ha presentato questa mattina, nella Sala Verde della Cittadella Regionale di Catanzaro, “Centri Aperti. Vite Libere.”, la misura che avvia la rete dei Centri Polivalenti in Calabria e ufficializza la pubblicazione dell’avviso pubblico sul portale Calabria Europa.
Il progetto prevede l’avvio e il potenziamento di 20 Centri Polivalenti, uno per ciascuna delle macroaree corrispondenti ai Distretti sociosanitari regionali, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 10,3 milioni di euro. L’obiettivo è garantire servizi più vicini alle persone, favorendo l’accesso anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne e riducendo le disuguaglianze territoriali.
I Centri saranno rivolti prioritariamente alla fascia di età 16-40 anni, con particolare attenzione alla fase di transizione dall’età evolutiva a quella adulta. Il progetto intende colmare il vuoto che spesso si crea dopo la scuola e nel passaggio dai servizi di Neuropsichiatria infantile a quelli destinati agli adulti, sostenendo le persone con disabilità e le loro famiglie nei percorsi di autonomia e inclusione sociale.
La caratteristica centrale dell’iniziativa sarà l’integrazione tra servizi sanitari, sociali e comunità. Le Aziende Sanitarie Provinciali contribuiranno con il personale per le attività abilitative e riabilitative, mentre gli Ambiti Territoriali Sociali, insieme agli Enti del Terzo Settore, attiveranno percorsi dedicati alle autonomie, all’orientamento pre-lavorativo, allo sport, all’arte, al teatro e all’informatica. Sono inoltre previsti interventi di parent training e servizi di sollievo per i caregiver, attraverso collaborazioni con istituti professionali, Centri per l’Impiego, enti di formazione, oratori, musei e impianti sportivi.
I Centri saranno concepiti come spazi semiresidenziali aperti alla comunità, non come luoghi di ricovero o isolamento. L’obiettivo è costruire percorsi individualizzati che permettano alle persone di sviluppare competenze, autonomia e partecipazione alla vita sociale, offrendo al tempo stesso sostegno alle famiglie.
“Vogliamo superare un modello nel quale le famiglie sono costrette ad affrontare da sole la burocrazia e a sostenere il peso economico e organizzativo della disabilità – ha dichiarato l’assessore Straface –. I servizi devono muoversi verso i cittadini e non viceversa. Una persona con autismo o neurodivergenza non può essere identificata esclusivamente con la propria diagnosi: deve poter costruire un percorso di autonomia, partecipazione e futuro”.
Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, Iole Fantozzi, dirigente generale del Dipartimento per l’Inclusione sociale, Maria Gabriella Rizzo, dirigente del Settore Disabilità e non Autosufficienza, e Giuseppe Geraci dell’assistenza tecnica, che hanno contribuito alla definizione della misura e degli avvisi.
Presenti inoltre il consigliere regionale Daniela Iiriti, il dirigente del Dipartimento Salute Francesco Lucia, la presidente di FISH Calabria Nunzia Coppedè, insieme ai rappresentanti degli Ambiti Territoriali Sociali, delle ASP, dei Comuni, degli Enti del Terzo Settore, delle associazioni, degli operatori, delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Con “Centri Aperti. Vite Libere.” la Regione Calabria punta dunque a rafforzare la rete territoriale dei servizi e a promuovere un modello di intervento fondato sull’inclusione, sulla personalizzazione dei percorsi e sulla piena partecipazione delle persone alla vita della comunità.






























