Una pesante scure si abbatte sulle tasche delle famiglie e sulla salute pubblica, in un quadro già fortemente segnato da rincari e difficoltà economiche. La denuncia arriva direttamente da Federconsumatori Calabria, che punta l’indice contro le recenti decisioni sulle tariffe sanitarie. “Il Governo persiste: con una mano dà e l’altra toglie: dopo l’euforia dell’esenzione parziale del bollo auto-moto, arrivano 27 milioni di euro di nuovi ticket per i cittadini. Persino sul prelievo del sangue”, sbotta l’associazione. La misura tocca centinaia di esami quotidiani, visto che da ieri, lunedì 21 settembre, “sono entrate in vigore le nuove tariffe per 448 prestazioni ed esami diagnostici e 222 protesi e ausili”.

Sanità: da oggi aumentano i ticket, famiglie calabresi rischiano la stangata
L’impatto sulla regione
La situazione appare drammatica per la popolazione calabrese, provata da anni di criticità strutturali nel settore della salute e dei servizi pubblici.
Come sottolinea la Federazione dei consumatori, “su una sanità già segnata in Calabria da 16 anni di piani di rientro, liste di attesa, migrazione sanitaria, maggiore tassazione fiscale, disservizi e malasanità, si cala ora la maggiorazione delle tariffe per visite specialistiche e diagnostica“.
Al danno di essere la regione all’ultimo posto per i Lea, si aggiunge ora il rincaro della compartecipazione: “peseranno persino sul prelievo del sangue venoso, sulle visite cardiologiche, l’elettrocardiogramma ed altre importanti prestazioni”.

I numeri e la contestazione
I dati forniti tratteggiano una spesa privata per la salute in costante crescita a livello nazionale. Nel 2024 gli italiani hanno sborsato ben 2,4 miliardi di euro di ticket, mentre in Calabria nel 2023 la cifra ha inciso per 78 milioni.
Le spiegazioni istituzionali non convincono l’organizzazione dei consumatori: “ora il Ministero della Salute tranquillizza con dichiarazioni sull’incidenza di aumento medio annuo di +1,50 euro a cittadino, ma è la classica media del pollo“.
Per questo motivo Federconsumatori Calabria chiede che il Commissario ad acta renda chiaro il limite di sopportazione sociale e pretenda che la struttura commissariale adotti misure affinché “nessun cittadino debba sopportare neanche un centesimo di nuovi aumenti“.






























