Scattano oggi in tutta Italia e, dunque, anche in Calabria, gli aumenti per le tariffe della specialistica ambulatoriale e della protesica su misura, come stabilito dal decreto pubblicato sabato scorso in Gazzetta Ufficiale. La misura adegua i compensi riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale alle strutture sanitarie, rimodulando i costi di ben 448 visite ed esami e 222 codici della protesica. Non per tutti si tratterà di aumenti vertiginosi, ma la novità toccherà da vicino le tasche di moltissimi cittadini. La decorrenza fissata dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia parte proprio da questo lunedì 21 settembre e riguarderà soltanto le prescrizioni mediche emesse da questa data in poi, lasciando salve le vecchie ricette.

Sanità, dal 21 settembre al via nuove tariffe per visite ed esami Ssn. Adeguamenti anche sui ticket
La trappola del tetto regionale
L’impatto reale sui cittadini dipende dal recepimento di ogni singola regione, ma in Calabria la situazione rischia di essere particolarmente pesante per le famiglie.
Mentre nella maggior parte delle regioni italiane il tetto massimo di compartecipazione per singola ricetta è bloccato a 36,15 euro, la giunta calabrese ha un limite fissato a ben 45 euro.
Questa differenza rende meno efficace lo scudo protettivo del massimale. Se una nuova tariffa aumenta ma resta al di sotto dei 45 euro, l’intero rincaro scivola direttamente sulle spalle del paziente non esente, senza che il sistema pubblico assorba la differenza di prezzo.

Gli esami con le tariffe in rialzo
I numeri chiariscono perfettamente dove si concentreranno i maggiori rincari. La prima visita cardiologica con elettrocardiogramma sale da 33,60 a 38 euro, registrando un incremento netto di 4,40 euro che in territorio calabrese rischia di essere pagato per intero dal cittadino.
Salgono anche le tariffe per l’agoaspirato della mammella, che passa da 31,25 a 36,50 euro. Per la quasi totalità delle altre prime visite, compresi i controlli ginecologici, neurologici e ortopedici, si registra un ritocco fisso di un euro, con la base che sale a 26 euro.
Piccoli aumenti toccano pure i prelievi venosi, fermo restando che i pazienti con regolare esenzione da reddito o patologia non pagheranno un centesimo in più.

Un impatto economico da chiarire
L’adeguamento complessivo garantisce risorse importanti alle strutture sanitarie accreditate, mettendo sul piatto circa 210 milioni di euro all’anno su scala nazionale.
Di questa cifra, quasi 27 milioni di euro arriveranno direttamente dalla maggiore compartecipazione dei pazienti. Resta ora da capire come la regione Calabria adeguerà concretamente il proprio catalogo delle prestazioni e i sistemi di prenotazione del Cup.
In un territorio dove le liste d’attesa e l’accesso alle cure rappresentano già una sfida quotidiana per migliaia di persone, anche pochi euro di rincaro rischiano di trasformarsi in una barriera insormontabile per la salute.






























