La ricerca scientifica si conferma la stella polare per la formazione delle nuove generazioni e il motore del dialogo con il territorio. Con questo spirito si è aperta ufficialmente la nuova edizione della Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori, il tradizionale appuntamento di divulgazione scientifica che vede protagonista l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e che si concluderà il prossimo lunedì. Il ricco programma di convegni, incontri, laboratori aperti, esperimenti, cinema e musica risponde all’obiettivo fondamentale di avvicinare i cittadini e gli studenti ai luoghi e ai protagonisti della ricerca, favorendo un confronto diretto tra la comunità scientifica, il territorio e il tessuto sociale.
Notte della Ricerca: l’Università Mediterranea si apre al territorio

Un simposio di prestigio
Il momento clou della giornata inaugurale è stato il prestigioso convegno di studi promosso dalla Presidenza della Corte dei Conti, incentrato sull’evoluzione dei controlli e sulla riforma della responsabilità erariale nell’ottica della semplificazione e del buon andamento amministrativo.
L’evento ha richiamato nell’Aula Quistelli dell’ateneo un parterre ricchissimo di autorità giunte da ogni angolo d’Italia. A fare gli onori di casa è stato il rettore dell’Università Mediterranea, il professor Giuseppe Zimbalatti, che ha espresso profonda gratitudine per la scelta dell’ateneo reggino come sede di un confronto così autorevole e di rilievo nazionale sulla qualità della pubblica amministrazione.
«Questo appuntamento è un segno di fiducia nel ruolo della Mediterranea quale luogo di elaborazione scientifica e di dialogo tra istituzioni e società. Per i nostri studenti, incontrare rappresentanti istituzionali e studiosi di così alto profilo costituisce una preziosa occasione di formazione e di crescita umana», ha affermato il rettore.
L’evoluzione dei controlli e la responsabilità erariale: confronto UniRc-Corte dei Conti
L’impegno per i giovani
Zimbalatti ha poi spiegato la volontà di inserire questo simposio all’interno della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, evidenziando il legame indissolubile tra ricerca giuridica, istituzioni e cittadinanza.
«Il confronto sull’amministrazione pubblica – ha ribadito – contribuisce concretamente al progresso della società, aiutando a migliorare il funzionamento delle istituzioni, a tutelare le risorse comuni e a promuovere una partecipazione consapevole. Si tratta di temi che riguardano da vicino la vita stessa delle Università, dall’edilizia alla didattica, fino al diritto allo studio. Nel nostro territorio questo impegno assume un valore ancora più strategico: dalla qualità dell’azione amministrativa dipendono gli investimenti, i servizi e le prospettive delle nuove generazioni».
La centralità del mondo universitario è stata ribadita con forza dal presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, che si è detto «onorato di essere in questa splendida Università, autentica palestra di vita e di formazione per i giovani». Il presidente ha evidenziato come la trasparenza e la semplificazione richiamino direttamente le funzioni dell’istituto: «Sono questioni sulle quali è giusto che i giovani siano educati. Il nostro obiettivo è quello di costruire una pubblica amministrazione che sia al contempo efficiente, responsabile e più rapida nelle proprie decisioni».

I relatori al tavolo
Il dibattito è stato aperto dai saluti istituzionali del sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, del prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e del comandante interregionale Italia Sud-Occidentale della Guardia di Finanza, generale di corpo d’armata Francesco Mattana.
I lavori, moderati dal presidente aggiunto della Corte dei Conti Carlo Chiappinelli, sono entrati nel vivo con i contributi del professor Giuseppe Tropea, di Tiziano Tessaro, del professor Stefano Pozzoli, di Maria Luisa Romano, del generale Paolo Borrelli e di Caterina Crescenti, presidente del TAR di Reggio Calabria.
Al centro del confronto è stata posta la sfida di liberare i funzionari dalla paura della firma, garantendo rapidità ed efficienza senza intaccare la legalità.





























