La “roba” si pagava con la Social Card e si consumava in cucina: 21 arresti

in Cronacaprovincia di Catanzaro
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Due dozzine di persone indagate, dodici finite in carcere, nove ai domiciliari e tre sottoposte all’obbligo di presentazione. È l’esito dell’operazione Social Card, coordinata dalla Dda e che ha portato i Carabinieri ha eseguire le misure tra il catanzarese ed il vicentino facendo ritenere di aver scoperto una presunta associazione a delinquere che trafficava e spacciava droga, potendo contare anche sull’uso di armi. Contestualmente è stata anche sequestrata un’attività commerciale che si ipotizza sia stata trasformata in punto di riferimento e logistica per lo spaccio, e dove sarebbe stato persino messo a disposizione un locale cucina retrostante per consentire una rapida e immediata consumazione sul posto della droga.

I dettagli dell’operazione

L’indagine, e condotta sul campo dai militari di Girifalco, ha preso il via dall’analisi forense del telefonino sequestrato ad uno spacciatore arrestato in precedenza ad Amaroni.

Da quel singolo smartphone gli investigatori sono riusciti a tracciare la mappa di un’organizzazione, ben strutturata, con centro decisionale e operativo a Cortale, capace di estendere le sue attività in tutto il catanzarese: da Girifalco a Vallefiorita, fino a Squillace, Soverato, Badolato, Davoli, Sant’Andrea Apostolo sullo Ionio e Botricello.

Il tutto grazie a compiti ben stabiliti e ruoli definiti nei minimi dettagli per ogni singolo sodale, che avrebbe agito di volta in volta come corriere, grossista, addetto al recupero crediti, custode o semplice spacciatore.

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La droga e le carte Rdc

Una delle peculiarità più sconcertanti emerse nel corso degli accertamenti riguarda le modalità di pagamento. I consumatori, infatti, utilizzavano abitudinariamente le carte di pagamento del reddito di cittadinanza per acquistare la droga, finendo per cedere direttamente ai pusher tessere e codici per consentirgli di prelevare la somma pattuita.

Nel corso delle investigazioni sono stati sequestrati oltre 4 kg di cocaina, 6,7 di marijuana, trecento grammi di hashish, una pistola con la matricola abrasa con dieci proiettili 7,65, sottraendo così dal mercato illegale un volume d’affari stimato in circa 500 mila euro.

 

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