Tir sospendono il blocco ma avvertono: risposte o marceranno su Roma

in Cronacaprovincia di Calabria
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Gli autotrasportatori della Calabria hanno deciso di sospendere la protesta che da sei giorni paralizzava la circolazione dei mezzi pesanti. La decisione è maturata durante un’assemblea al presidio di Lamezia Terme, alla quale hanno partecipato circa duiecento operatori aderenti a Fedralog. Gli autotrasportatori hanno descritto questo passo indietro come una “decisione sofferta ma meditata” e presa con profondo senso di responsabilità verso la collettività, le imprese e i cittadini. Si interrompe così temporaneamente un blocco che rischiava di mettere ulteriormente a dura prova l’economia del territorio locale.

Le richieste delle imprese

La mobilitazione è scattata dai primi del mese provocando significativi disagi e rallentamenti nella distribuzione delle merci su tutto il territorio. Carenze di prodotti freschi come carne, pesce e ortofrutta sono state segnalate in diversi punti vendita.

Gli operatori hanno ricordato l’enorme sacrificio economico affrontato per portare avanti le loro rivendicazioni, sottolineando che durante questo fermo hanno rischiato il posto di lavoro e i propri risparmi. L’obiettivo immediato rimane quello di difendere l’intero comparto industriale e agricolo dalle continue difficoltà gestionali ed economiche.

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Il confronto con il Governo

Gli autotrasportatori hanno voluto concedere fiducia alle istituzioni a seguito del vertice tenutosi in prefettura a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi.

Un attestato di stima è stato rivolto anche al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’assessore Antonio Montuoro per l’istituzione della Consulta regionale dell’Autotrasporto.

L’attenzione è rivolta ora al Consiglio dei ministri di domani, giovedì 22 ottobre, e soprattutto all’incontro con il Governo fissato per il prossimo 27 ottobre, data chiave per ottenere le risposte concrete attese dall’intero settore.

La minaccia verso la Capitale

Nonostante lo scioglimento dei presidi e il ritorno alla normalità per il traffico merci, la tregua resta strettamente condizionata dalle decisioni politiche. La federazione ha chiarito che la sospensione non equivale in alcun modo a una resa o a un ridimensionamento delle richieste.

Qualora dal tavolo istituzionale del 27 ottobre non dovessero emergere soluzioni adeguate ed efficaci, i Tir sono pronti a riprendere la protesta con ancora maggiore fermezza. In quel caso verrà organizzato un imponente corteo di mezzi pesanti diretto verso Roma per far valere le proprie ragioni.

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