Konecta, Boschi (Iv) interroga il Governo. Confial: “basta promesse, ora piano risanamento”

in Attualitàprovincia di Crotone
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La vertenza Konecta R, ex Abramo Customer Care, approda ufficialmente alla Camera dei Deputati attraverso un’interrogazione parlamentare promossa dall’onorevole Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva a Montecitorio. L’iniziativa mira a fare piena luce sugli accordi istituzionali stipulati, sulle risorse pubbliche impiegate e sulle reali garanzie per centinaia di dipendenti in Calabria. Il confronto da remoto, promosso dal vicecommissario regionale di Casa Riformista Michele Laurenzano, ha visto la partecipazione del segretario regionale confederale Confial Calabria Fabio Tomaino e di una delegazione diretta di dipendenti.

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Il piano di risanamento

Al centro del dibattito resta il piano di risanamento allegato al verbale del ministero risalente al 9 aprile. L’intesa prevedeva la cassa integrazione straordinaria per ben 654 addetti fino al termine del mese di dicembre, sostenuta da un impegno economico statale calcolato in 4,3 milioni di euro.

“Se il 9 aprile è stato condiviso un percorso di rilancio, come si concilia quell’impegno con la dichiarazione, sei mesi dopo, dell’assenza di soluzioni concrete e garanzie occupazionali?”, dichiara Fabio Tomaino.

“Quali attività prevedeva quel piano? Quali impegni sono stati rispettati? Quali risultati sono stati raggiunti? Non sosteniamo che il piano non esista. Chiediamo di sapere se contenga una prospettiva industriale credibile oppure se gli impegni siano rimasti soltanto sulla carta. Chi ha sottoscritto quell’accordo ha il dovere di spiegare che cosa sia stato condiviso e perché oggi siano le stesse organizzazioni firmatarie a denunciare l’assenza di soluzioni strutturali” aggiunge il sindacalista.

Resta fortissima la preoccupazione anche per 74 lavoratori il cui contratto è terminato lo scorso 18 maggio, i quali sono attualmente privi di tutele o impiego.

> Fabio Tomaino

Le richieste sindacali

A rendere l’atmosfera ancora più tesa è stata la nota inviata da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc e Ugl Telecomunicazioni, con la quale si è sollecitata la riapertura del tavolo di crisi.

Un vertice di monitoraggio è stato fissato presso il Mimit per il 17 novembre: “Non contestiamo la convocazione, ma chiediamo quali risultati abbiano prodotto i precedenti monitoraggi e perché non si sia riusciti a costruire una prospettiva occupazionale stabile. Il 17 novembre non deve diventare la certificazione di una crisi già consumata, ma un’occasione per assumere impegni industriali concreti e verificabili”, sottolinea il rappresentante di Confial.

L’organizzazione esprime comunque vivo apprezzamento per il sostegno mostrato dalla deputata: “Ringraziamo l’onorevole Boschi per la disponibilità dimostrata, per aver dato seguito agli impegni assunti e per aver messo a disposizione la propria struttura parlamentare. Apprezziamo anche la disponibilità a richiedere un incontro con i Ministeri competenti. Non siamo tifosi di nessuna parte politica. Non ci interessano le appartenenze, ma i comportamenti e i risultati. Valutiamo positivamente ogni iniziativa, da qualunque schieramento provenga, quando si traduce in atti ufficiali e impegni verificabili”.

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Sede di confronto aperto

Il Consiglio comunale straordinario convocato a Crotone deve assumere la funzione di sede ideale per chiarire la situazione, mostrando la massima trasparenza istituzionale su iniziative e fondi destinati alla vertenza.

“Quel piano deve – incalza il dirigente Confial – essere finalmente reso pubblico, spiegato nei suoi contenuti, nei tempi di attuazione e negli impegni assunti. Riteniamo che l’eventuale assenza di coloro che hanno sottoscritto quell’accordo e condiviso il percorso di rilancio rappresenterebbe una grave mancanza di rispetto verso tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori coinvolti. Non si può sottoscrivere un accordo in una sede ministeriale e poi sottrarsi al confronto pubblico quando i lavoratori chiedono conto dei risultati”.

“In questi giorni apprendiamo di incontri riservati e rassicurazioni su possibili soluzioni imminenti, senza che siano stati resi noti documenti o impegni ufficiali. Se queste soluzioni esistono, vengano illustrate il 22 ottobre davanti alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali, ai cittadini e soprattutto ai lavoratori. Il Consiglio comunale non può diventare l’anticamera di un altro tavolo, né l’occasione per annunciare ulteriori incontri riservati a pochi soggetti. Non chiediamo di sapere quando arriveranno le risposte. Chiediamo che le risposte vengano date domani, pubblicamente”, ribadisce Tomaino.

Dignità per i lavoratori

Il personale coinvolto si associa con forza a questa richiesta, invitando la rappresentanza di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni a partecipare attivamente all’assise cittadina.

“Condividiamo pienamente questa richiesta”, aggiunge Tomaino. “Non si tratta di alimentare contrapposizioni sindacali, ma di garantire il diritto dei lavoratori a conoscere gli accordi e le decisioni che riguardano il loro futuro. Preferiamo la politica degli atti ufficiali a quella delle rassicurazioni nei caffè riservati e nelle stanze chiuse. Preferiamo i documenti alle promesse e la trasparenza alle convenienze. Dietro questa vertenza ci sono 728 lavoratori e le loro famiglie, di cui 74 già senza occupazione. Non chiediamo assistenza. Chiediamo lavoro, sviluppo e futuro. E chiediamo che chi ha sottoscritto gli accordi si assuma fino in fondo la responsabilità di rispettarli” conclude il segretario Confial.

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