‘Ndrangheta in Emilia, la Cassazione conferma la confisca dei beni ai fratelli Sarcone

in Cronacaprovincia di Crotone
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La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla difesa dei fratelli Gianluigi, Carmine, Giuseppina e Giuseppe Sarcone Grande, e di altri quattro loro familiari, contro il provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Bologna che, il 13 aprile del 2021, confermò il sequestro disposto dal tribunale reggiano il 13 gennaio del 2020.

La suprema corte ha quindi confermato sia la confisca del patrimonio della famiglia (QUI), considerata il braccio destro a Reggio Emilia della cosca dei Grande Aracri di Cutro, nel crotonese, che la sorveglianza speciale per cinque anni a carico di Gianluigi, Carmine e Giuseppe Sarcone Grande, considerati “soggetti con pericolosità” ed “appartenenti alla ‘ndrangheta” insediatasi in Emilia-Romagna sin dagli anni Ottanta.

I beni furono sequestrati tra il 2014 (QUI) e il 2018 (QUI) e dopo questi primi provvedimenti furono interessati successivamente anche degli edifici e degli appartamenti tra Bibbiano e Cutro.

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