La recente identificazione della ricciola giapponese nel Mar Mediterraneo solleva forti preoccupazioni per gli equilibri della fauna locale e vede la Calabria in prima linea nel monitoraggio del fenomeno. La presenza di questa specie è stata confermata geneticamente dall’Università di Catania dopo la cattura di un esemplare nel Mar Ionio, a poca distanza dall’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. Lo studio è stato divulgato dalla prestigiosa rivista scientifica Acta Adriatica, evidenziando le profonde trasformazioni ecologiche in atto.

I fattori di rischio
Le rotte commerciali globali e l’innalzamento delle temperature favoriscono la diffusione di organismi estranei all’ecosistema nostrano, esponendo il bacino ionico a costanti minacce per la biodiversità.
Il fenomeno è stato commentato dal presidente del Circolo per l’Ambiente Ibis, Girolamo Parretta, che ha espresso forte apprensione: “L’arrivo della ricciola giapponese dimostra quanto il nostro mare sia oggi esposto ai cambiamenti globali. L’intensificazione dei traffici marittimi, il trasporto involontario attraverso le acque di zavorra delle navi e il progressivo aumento delle temperature marine stanno favorendo l’ingresso di specie provenienti da aree geografiche molto lontane”.
Le specie aliene
Sebbene gli scienziati ritengano la presenza della ricciola ancora occasionale, il ritrovamento di due esemplari nella stessa area impone vigilanza.
Negli ultimi anni molte specie non indigene si sono adattate alterando la pesca e l’economia locale. Tra gli invasori più noti figurano il pesce scorpione, il pesce coniglio scuro, il pesce coniglio striato, il pesce palla maculato, il pesce flauto, il granchio blu, il granchio crocifisso, la medusa nomade, l’alga verde invasiva, l’alga tropicale, il pesce tamburo maculato e la pericolosa caravella portoghese.

La scienza dei cittadini
Per contrastare l’invasione biologica l’associazione lancia un appello a subacquei, diportisti e pescatori affinché collaborino segnalando e fotografando gli organismi insoliti alle autorità e alle associazioni.
Come spiegato da Parretta: “La citizen science rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per individuare tempestivamente nuove specie aliene e contribuire alla tutela del Mediterraneo. Ogni segnalazione può diventare un tassello fondamentale per comprendere i cambiamenti in corso e proteggere il nostro patrimonio naturale“.
I volontari calabresi potranno inoltre partecipare ai monitoraggi scientifici organizzati a bordo della motonave Lady Anna S. per salvaguardare la biodiversità.




























