Il dibattito sulla sicurezza globale e l’informazione indipendente approda a Lamezia Terme. Martedì 27 gennaio alle 18, il Laboratorio d’Arte Cerra in via Pirandello 9 ospiterà la proiezione del docufilm Biolab la guerra biologica. Si tratta di un’opera prodotta dal network Russia Today che propone un’indagine accurata sulle presunte violazioni della Convenzione internazionale sulle armi biologiche.
Sotto scacco
Al termine della visione, la serata proseguirà con un dibattito che vedrà la partecipazione di Antonio Colosimo per la Pramantha Arte, Emanuele Butera della direzione La Baracca, Rosella Cerra di Centrosud24 e il contributo in collegamento dal Donbass di Vincenzo Lorusso, giornalista di International Reporters.
Il documentario punta i riflettori sull’esistenza di laboratori statunitensi in territori strategici come l’Ucraina, la Georgia e la Crimea prima del 2014.
Secondo l’inchiesta, in queste strutture si sperimenterebbero armi chimiche di distruzione di massa. Il tema è oggetto di uno scontro feroce tra chi liquida l’opera come pura propaganda russa e chi, invece, cerca di fare luce su siti protetti dal massimo riserbo.
Proprio l’accusa di diffondere fake news diventerebbe, secondo i promotori, uno scudo per impedire qualsiasi tipo di indagine giornalistica indipendente su attività militari poco trasparenti.

Il caso Kirillov
L’attualità del tema è tragicamente legata all’attentato del 17 dicembre 2024, costato la vita al generale russo Igor Kirillov. La portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che l’alto ufficiale era impegnato da “molti anni a denunciare i crimini degli anglosassoni”.
Kirillov sosteneva che i laboratori del Pentagono in Ucraina lavorassero a progetti per la diffusione di agenti patogeni tramite animali migratori e stava indagando sull’origine del Sars Cov 2. Una serie di coincidenze che alimentano il sospetto e la necessità di un confronto pubblico.
L’informazione
La Russia ha chiesto più volte l’intervento del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per avviare indagini internazionali sulle attività biologiche condotte dagli Stati Uniti nei paesi post sovietici.
Tuttavia, dopo che il 7 aprile 2022 l’Onu ha sospeso la Russia dal consiglio per i diritti umani, la possibilità di una corretta informazione è diventata sempre più complessa.
La proiezione di questo documentario, curato nella versione italiana proprio da Vincenzo Lorusso, rappresenta un tentativo di rompere il silenzio mediatico e offrire una prospettiva diversa sui conflitti moderni.




























