Ha preso formalmente il via in queste ora la protesta annunciata da Fedralog, che ha annunciato una serie di presìdi in tutta la Calabria per protestare contro il caro carburante. Protesta inizialmente lanciata dagli autotrasportatori, che ha visto affiancarsi rapidamente anche altre due categorie molto colpite dai rincari: gli agricoltori ed i pescatori, che in queste ore stanno contribuendo ai blocchi stradali in diverse località della regione.
Nella giornata di ieri, il Ministero delle Infrastrutture ha convocato gli autotrasportatori ad un incontro, fissato però il 27 ottobre. Un intervento tardivo, così come ribadito dal presidente di Fedralog Domenico Notaro, annunciato per scongiurare un possibile fermo a livello nazionale. Per quanto riguarda la Calabria, i presìdi proseguiranno fino al 20 ottobre, senza bloccare completamente il traffico stradale.
I primi blocchi già dalla mezzanotte
I mezzi pesanti si sono fermati già a partire dalla notte. A Santa Maria del Cedro, così come a Vazzano, Sant’Onofrio, San Floro e Falerna, gli autotrasportatori hanno preso parte ai blocchi già a partire dalla mezzanotte, trascorrendo la nottata nei pressi di alcuni degli svincoli e dei nodi viari più importanti. Questa mattina si sono poi aggiunte altre carovane come quella nei pressi della rotonda per l’aeroporto di Lamezia Terme – dove si registrano disagi e cancellazioni a causa di altri problemi – ed all’ingresso del porto di Gioia Tauro.
Bloccata inoltre la strada di accesso al principale hub infrastrutturale usato da diversi corrieri espressi (in località Mortilla, nel lametino). Numerosi i rallentamenti anche sulle principali arterie stradali, lungo la Statale 18, la Statale 106 ed i collegamenti di viabilità interna, dove i mezzi sono fermi a bordo strada provocando rallentamenti e code.

Complessivamente, sarebbero circa 22 i blocchi annunciati, non tutti direttamente ricollegabili alla mobilitazione Fedralog, come nel caso dei blocchi nel crotonese, gestiti in autonomia da trasportatori ed agricoltori.
Distributori a secco e scaffali vuoti
La protesta, che durerà come annunciato fino al 20 ottobre prossimo, ha provocato un assalto ai distributori di carburante ma anche ai supermercati, dove è attesa una carenza della quasi totalità di generi alimentari: nelle scorse ore, in tutta la regione sono stati presi d’assalto al fine di garantirsi scorte a sufficienza, visto il timore che le cose non tornino alla normalità subito dopo il 20 ottobre.

Nella stessa situazione i distributori di carburante, con il diesel esaurito dal Pollino allo Stretto e la disponibilità di benzina e gpl estremamente limitata.
Notizia in aggiornamento










































