Benessere: a Lorica si è discusso di Slow Medicine

in Attualitàprovincia di Calabria
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Essere in armonia con la natura è questo in fondo il concetto chiave che ha ispirato gli organizzatori dello Slow Festival nel creare l’apposita sezione “Sila naturalmente benessere” nel cui ambito sono stati proposti incontri esperienziali tesi alla conoscenza di discipline come lo yoga e di un’antica pratica transculturale come lo sciamanesimo. Attività fisiche e meditative che promuovono il benessere fisico, morale, mentale e spirituale dell’uomo nel suo insieme in modo naturale. Il tutto con la guida di esperti e maestri provenienti anche dalla scienza medica tradizionale che hanno accompagnato i partecipanti attraverso esperienze uniche e molto coinvolgenti. Le attività proposte da Marcello Aragona medico oncologo e psicoterapeuta transpersonale, da Stefania Panetta biologa ed operatrice ayurveda, da Fulvio Pietramala medico e maestro yoga si sono trasformate in un percorso di conoscenza interiore che ha liberato l’energia spirituale e creativa dei tanti partecipanti che hanno raccolto con vero entusiasmo queste iniziative.

Sempre nell’ottica di accompagnare il pubblico, lungo un percorso intellettuale e culturale teso a promuovere approcci comportamentali buoni, giusti e puliti è stato organizzato “Slow Medicine” per una medicina senza sprechi, di buona qualità, rispettosa della persona e dell’ambiente. Questa tavola rotonda ha offerto la possibilità di discutere insieme con esperti del settore di un argomento basilare per la nostra vita e cioè la salute che per certi versi, specialmente in un momento così delicato per l’intera sanità italiana, non è un qualcosa da dare per scontato.

Slow Medicine, associazione nata a Torino alla fine del 2011, propone una nuova via per la medicina che, adottando un approccio sistemico, metta al centro il paziente più che il trattamento della singola patologia. Pertanto, come si legge nelle parole dei suoi fondatori, Slow Medicine si impegna per affermare una medicina sobria, rispettosa e giusta. Una medicina quindi libera da condizionamenti economici, che sappia prendersi il tempo necessario per riflettere e dialogare con i pazienti, accogliendone la diversità e rifiutando l’omologazione. Una medicina sobria perché fare di più non vuol dire fare meglio. Una medicina rispettosa perché valori, aspettative e desideri delle persone sono diversi ed inviolabili. Una medicina giusta perché ci siano cure appropriate e di buona qualità per tutti.

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