Un’importante operazione di polizia ha portato al rientro in Italia del latitante albanese Smajlaj Fisnik, scortato dal personale dell’Unità I-Can dello Scip della Polizia. Sull’uomo pendeva un Mandato d’Arresto Europeo scattato su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ne aveva chiesto la carcerazione. L’indagato risulta infatti coinvolto nella maxi inchiesta Gentleman II, con cui nel 2023 il Gip del Tribunale del capoluogo calabrese ordinò 25 misure cautelari e un sequestro beni per circa 3,8 milioni di euro.

Il business della droga del clan della Sibaritide dal respiro nordeuropeo
La rete internazionale
L’imponente indagine è stata condotta dal Gico e dallo Scico della Guardia di Finanza. Fondamentale è stato il lavoro svolto a partire dal 2020 dalla Squadra Investigativa Comune costituita con la Polizia di Francoforte sul Meno, in Germania, e quella Giudiziaria Federale di Liegi, in Belgio, supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, da Europol e dal coordinamento di Eurojust.
L’organizzazione criminale importava ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish tra la provincia di Cosenza, in particolare Cassano Ionio, Corigliano Calabro e la Sibaritide, estendendo i propri affari fino in Germania.

La chirurgia e i precedenti
Nel quadro investigativo Fisnik è accusato di aver fornito oltre 30 chili di eroina alla cosca Abbruzzese di Cassano. Per sfuggire alla cattura si era reso irreperibile, spingendo gli inquirenti ad attivare le ricerche internazionali.
Durante la latitanza e le procedure estradizionali è emerso che nel 2021 l’uomo si era sottoposto a un intervento chirurgico di alterazione e inversione delle impronte digitali, così da scansare i controlli.

La condanna in Appello
Coinvolto oltre che nell’operazione Gentleman anche in quella denominata Skoder, la sua figura di broker della droga era nota già dai primi anni 2000 per i legami con organizzazioni siciliane e calabresi (in particolare la famiglia Magliari, appartenente alla Locale di Altomonte e, appunto, gli Abbruzzese), fino all’arresto nel 2006, all’espulsione nel 2008 e alla successiva gestione dei traffici dall’estero.
Per tutte queste contestazioni è stato condannato in via definitiva e la Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso nel gennaio 2023 un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti per un totale di 27 anni e mezzo di reclusione.































