Calabria a Km 0: il futuro dell’agricoltura conta sui giovani e sull’innovazione

in Attualitàprovincia di Cosenza
00:00 00:00

Agricoltura di prossimità, filiera corta, ruolo dei giovani imprenditori, tradizioni e identità sono stati i temi al centro del festival “Calabria a Km 0”, organizzato dal GAL Serre Calabresi in collaborazione con la Pro Loco e il Comune di Chiaravalle Centrale. Dal valore di un territorio che affonda le proprie radici nei saperi rurali e nella cultura del cibo, la manifestazione ha orientato lo sguardo verso il futuro, puntando su nuove idee, competenze e forme d’impresa. Dagli stand espositivi alle testimonianze aziendali, dalla valorizzazione del patrimonio agroalimentare all’antica arte della tessitura, il festival ha restituito l’immagine di una Calabria autentica e capace di rinnovarsi. A completare il racconto è stata la musica dei Parafoné, che ha trasformato suoni e ritmi tradizionali in un’esperienza contemporanea.

Il ricambio generazionale

L’evento è rientrato nell’ambito del progetto di cooperazione regionale “Rural Hub Calabria – La rete dei Gal per l’innovazione e la cooperazione nei territori rurali calabresi” (Intervento Srg06 Leader – Csr Calabria 2023/2027). Dopo la prima edizione a Soverato, la tappa di Chiaravalle ha confermato la centralità dell’agricoltura di prossimità come leva di sviluppo locale e coesione comunitaria.

Particolarmente significativo è stato il talk che ha riunito rappresentanti istituzionali, organizzazioni di categoria e giovani imprenditori. Al confronto hanno preso parte Michelangelo Notarianni (delegato interprovinciale Catanzaro, Crotone e Vibo di Coldiretti Giovani Impresa), Salvatore Sinopoli (presidente provinciale Copagri) e i giovani imprenditori Roberto Galati e Roberta Canino.

I relatori hanno affrontato tematiche di primo piano: dal ricambio generazionale agli effetti dei cambiamenti climatici, dalla tutela del Made in Italy (legata al principio di reciprocità per i prodotti importati da Paesi extra-UE) fino all’accesso alla terra, al credito e alla multifunzionalità aziendale. Il dibattito ha evidenziato come le produzioni identitarie possano rappresentare un’opportunità economica fondamentale per i piccoli comuni, contrastando lo spopolamento e creando nuova occupazione.

Le buone pratiche 

Come esempio di successo si è inserito il contributo di Roberto Galati, che ha raccontato l’esperienza dell’azienda Casali di Postagliana, prossima ai dieci anni di attività. Nata dal recupero di terreni e antichi casali abbandonati durante l’ondata migratoria degli anni Sessanta, l’azienda è oggi un punto di riferimento per il biologico, il km 0 e l’ospitalità rurale. Roberto Galati ha conseguito la qualifica di IAP grazie a uno dei primi corsi promossi dal GAL Serre Calabresi, definendola un’opportunità fondamentale per fare rete con altri giovani del settore.

Un’altra testimonianza virtuosa è stata quella di Roberta Canino, titolare dal 2021 di un’azienda agricola a Squillace Lido, dove ha avviato la coltivazione sperimentale dell’avocado. La sua esperienza imprenditoriale si intreccia con la progettazione europea e il terzo settore, connubio da cui è nato il progetto “Fertile rifiuto: lo scarto che diventa prezioso”, finanziato da Fondazione con il Sud e avviato nel corso di quest’anno.

Gli interventi istituzionali

Il presidente del Gal Serre Calabresi, Marziale Battaglia, ha sottolineato il ruolo centrale assegnato ai giovani, ricordando i corsi di formazione che negli anni hanno portato alla nascita di 150 nuovi imprenditori agricoli. Marziale Battaglia ha ribadito l’importanza dell’innovazione per rendere le imprese competitive, citando anche le recenti vetrine promozionali che hanno dato risalto ai prodotti del territorio, come Anteprima Terra Madre a Tropea e Vinitaly and the City a Sibari e Reggio Calabria.

Il sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, ha evidenziato come l’agricoltura possa tornare a essere il motore della rigenerazione dei luoghi, trasformando le risorse locali in nuove opportunità di reddito.

Infine, il presidente della Pro Loco, Marcello Squillace, ha espresso grande soddisfazione per la riuscita della manifestazione a Chiaravalle Centrale, ringraziando il GAL e ribadendo il valore di fare rete tra associazioni e istituzioni per promuovere le eccellenze del territorio a un pubblico sempre più ampio.

Il libro “Tesori da scoprire”

Spazio anche alla cultura gastronomica e alla storia regionale con la presentazione del libro “Tesori da scoprire”, scritto a quattro mani da Marisa Raffaela Gigliotti e Sandra Ianni. Le autrici, unite dall’esperienza in Slow Food, hanno proposto un itinerario tra produzioni agricole, risorse ittiche e beni paesaggistici che attraversa l’intera regione, dal Pollino allo Stretto, passando per le Serre e l’Aspromonte.

Il volume, pubblicato da Calabria Letteraria Editrice, è dedicato alle «donne invisibili», lavoratrici dei campi e delle cucine a cui storicamente non è stato riconosciuto il giusto valore, ed esorta i lettori ad attribuire un valore etico e culturale al cibo, e non un semplice prezzo.

Dalla terra al telaio

L’arte della tessitura è stata la protagonista di un momento dedicato alla cultura rurale e alle sue evoluzioni artistiche. Dalla coltivazione delle fibre naturali (lino, canapa, lana) fino alla lavorazione al telaio, la filiera tessile ha rappresentato per secoli la spina dorsale dell’economia domestica calabrese.

La serata è stata impreziosita dal mito di Aracne, evocato dalle letture dell’attrice Francesca Donato, la quale ha indossato le creazioni dell’artigiana e tessitrice Chiara Pirroncello, fondatrice di Universochiara. Chiara Pirroncello ha illustrato come la tessitura manuale possa oggi trasformare la memoria in un linguaggio di design contemporaneo e sostenibile.

L’excursus storico sulla filiera del lino nel comprensorio chiaravallese è stato curato da Giovanna Tino, che ha ripercorso le fasi della lavorazione tradizionale. A seguire, Luigia Iuliano, direttrice del Centro Sperimentale Arsac di Lamezia Terme, ha puntato l’attenzione sul ruolo della ricerca e della formazione per trasferire le competenze tradizionali alle nuove generazioni.

La dimensione artistica della materia è stata infine presentata attraverso le opere di Marianna Faleri, artista visiva e scenografa. La sua ricerca multidisciplinare tra Parigi, Roma e la Calabria dialoga con il concetto di Restanza teorizzato dall’antropologo Vito Teti, esplorando i temi della memoria e dell’appartenenza. La conclusione dell’evento ha richiamato nuovamente la metafora di Aracne: la condanna a tessere vista non più come una punizione, ma come la capacità dell’uomo di intrecciare fili, costruire trame e generare nuove connessioni per il futuro.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.