La Calabria continua a perdere abitanti, ma lo fa a un ritmo contenuto grazie al contributo della popolazione straniera. È quanto emerge dal Censimento permanente della popolazione 2024 dell’Istat, che fotografa una regione alle prese con denatalità, invecchiamento e migrazioni interne negative, ma anche con segnali di dinamismo provenienti dall’estero.

I residenti invecchiano
Al 31 dicembre 2024 la popolazione residente nella nostra regione è pari a 1 milione, 834 mila e 646 persone, in diminuzione di circa 3.900 unità rispetto all’anno precedente (-0,2%) .
Si tratta di un calo contenuto, dovuto a due fattori principali: il saldo naturale negativo (più morti che nati) e il saldo migratorio interno, cioè le persone che si trasferiscono in altre regioni.
A pesare maggiormente sono le province più popolose: Reggio Calabria registra la perdita più consistente, seguita da Catanzaro e Cosenza. L’unico territorio in lieve crescita è Vibo Valentia, mentre Crotone resta stabile.
La denatalità record
Il dato più critico riguarda le nascite, che toccano un nuovo minimo storico: nel 2024 si contano 12.679 nati, in calo del 4,5% rispetto al 2023 . Il tasso di natalità scende a 6,9 per mille abitanti, comunque leggermente superiore alla media nazionale.
Il calo è legato a diversi fattori: diminuisce il numero di donne in età fertile, si fanno meno figli e si diventa madri più tardi (età media al parto 32,5 anni). Parallelamente cresce l’età media della popolazione, che passa da 46 a 46,2 anni, confermando un progressivo invecchiamento.
Nonostante ciò, si registra un segnale positivo sul fronte della mortalità: i decessi diminuiscono di oltre mille unità rispetto al 2023 e il tasso di mortalità scende all’11,3 per mille.

La dinamica demografica
A contenere la perdita di popolazione è soprattutto la componente straniera, che cresce in modo significativo. Nel 2024 gli stranieri residenti sono 105.439, pari al 5,7% della popolazione regionale, con un aumento di oltre 5.500 unità in un anno.
L’incremento è dovuto quasi interamente all’immigrazione dall’estero, mentre resta negativo il saldo migratorio interno anche per gli stranieri. Le comunità più numerose provengono da Romania, Marocco e Ucraina.
Oltre a sostenere i numeri complessivi, la popolazione straniera contribuisce a “ringiovanire” la regione, presentando un’età media più bassa rispetto a quella italiana.
Le donne rappresentano il 50,9% della popolazione e superano gli uomini di oltre 30mila unità. La differenza è particolarmente evidente nelle fasce più anziane, grazie alla maggiore longevità femminile: tra gli ultra 85enni quasi due su tre sono donne.

Una regione di piccoli comuni
La Calabria si conferma, infine, una regione caratterizzata da piccoli centri: oltre la metà dei comuni ha tra 1.000 e 5.000 abitanti, e in queste realtà vive più di un quarto della popolazione.
All’estremo opposto, solo Reggio Calabria supera i 100mila abitanti. I comuni di dimensioni medie (tra 10mila e 20mila residenti) mostrano però i segnali più interessanti: popolazione più giovane, maggiore natalità e dinamiche migratorie più favorevoli.
Il quadro migratorio è chiaro: la nostra regione continua a perdere residenti verso altre regioni italiane, ma riesce ad attrarre popolazione dall’estero. Il saldo migratorio internazionale è infatti positivo e compensa in parte le perdite interne.
In alcune aree, come Vibo Valentia e Cosenza, l’attrattività verso l’estero risulta particolarmente elevata.































