Casignana. Scienza e tecnologia svelano i segreti sommersi di Villa Romana

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
00:00 00:00

Le nuove tecnologie applicate alla ricerca storica stanno trasformando la comprensione del nostro passato. Durante la seconda parte della giornata di venerdi, nella suggestiva cornice della Villa Romana di Casignana, il Dialog Festival ha ospitato l’incontro intitolato Quando la geofisica incontra l’archeologia. L’appuntamento ha fatto seguito al Forum Archeologia, Territorio e Futuro, evento che ha sostenuto la candidatura della Locride a futura Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico. L’iniziativa ha riunito gli studiosi della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria, geologi e ricercatori dell’Università di Perugia per presentare i risultati delle indagini geofisiche e l’avvio della prima campagna di scavo nel sito dopo quasi vent’anni.

La ripartenza degli scavi

Il responsabile scientifico Andrea Maria Gennaro ha evidenziato come l’area stia vivendo una nuova stagione. “Dopo quasi vent’anni gli scavi sono finalmente ripartiti. In archeologia cambiano continuamente le domande scientifiche e cambiano anche le methodologies, per questo era il momento giusto per presentare al pubblico il lavoro svolto con le indagini geofisiche e la missione dell’Università di Perugia” ha dichiarato Gennaro, sottolineando anche l’efficacia dei video divulgativi diffusi sui social.

L’uso integrato di droni, rilievi laser, termografia, georadar, geoelettrica e carotaggi permette di leggere il terreno senza danneggiarlo, creando una mappa tridimensionale dell’antico complesso residenziale.

Tracce del paesaggio antico

L’approccio interdisciplinare coordinato dal geologo Antonio Scrivo ha permesso di applicare lo studio dei sedimenti e dei materiali all’archeologia.

Come illustrato dal geologo Giuseppe Ferraro, le analisi condotte su trenta ettari tra inverno e primavera hanno rivelato dati straordinari.

Il drone multispettrale con tecnologia LiDAR e le misurazioni termografiche hanno mappato decine di anomalie riconducibili a strutture murarie e livelli pavimentali sepolti tra la ferrovia e il mare.

I carotaggi hanno provato che la villa sorgeva su una duna direttamente affacciata sul mare, mentre un’apparente struttura portuale si è rivelata, con la datazione al carbonio 14, una formazione naturale di quattromila anni fa.

Dal dato alle persone

A concludere il convegno e stato Gianluca Grassigli, docente dell’Università di Perugia, che ha ringraziato studenti e ricercatori per il lavoro estivo.

“Oggi sappiamo con maggiore precisione dove scavare, ma non cosa troveremo. Il nostro compito è passare dalle strutture alle persone, ricostruendo la vita di chi ha abitato questa villa” ha affermato Grassigli.

La tecnologia rimane quindi uno strumento al servizio della conoscenza umana. L’evento ha rispecchiato pienamente lo spirito del Dialog Festival, unendo tutela, ricerca e coinvolgimento della comunità per valorizzare il patrimonio culturale della Locride.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.