Un agente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Crotone è finito in manette questa mattina. Gli investigatori della Questura pitagorica, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale locale.
L’accusa di corruzione
L’uomo – l’assistente capo di 52anni Giuseppe Giaquinta – è accusato di corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, falsità in atti pubblici e accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti.
L’inchiesta, durata oltre due anni, è stata condotta dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo, sotto la direzione del procuratore Domenico Guarascio.

Soldi i c ambio di favori
Secondo gli inquirenti l’agente avrebbe ottenuto denaro da detenuti e dai loro familiari in cambio di favori illeciti: l’introduzione di telefoni cellulari in carcere, la divulgazione di informazioni riservate, la fornitura di apparecchi telematici per comunicare con l’esterno e altre violazioni dei doveri d’ufficio.
Le indagini, basate su intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché sull’operato di un agente sotto copertura, fanno ritenere di aver ricostruito il modus operandi dell’indagato.
L’ipotesi è che sfruttando il ruolo di addetto ai colloqui, l’agente abbia carpito la fiducia dei detenuti, convincendoli a consegnare denaro – spesso tramite i parenti – in cambio di presunte agevolazioni detentive o di un interessamento nelle loro vicende giudiziarie.





























