La cosca Piromalli di Gioia Tauro, clan tra i più grandi ed influenti nel panorama della ‘ndrangheta, è finita al centro di una nuova indagine della Direzione Distrettuale Antimafia reggina che ritiene oggi di averne ricostruito assetti e attività criminali.

Il blitz all’alba
Con un blitz scattato alle prime ore di oggi, e chiamato in codice operazione Res Tauro, i carabinieri del Ros, il Raggruppamento Operativo Speciale, con il supporto dei colleghi dei Comandi Provinciali di varie località d’Italia, stanno difatti eseguendo ventisei arresti.
I reati contestati
Agli indagati – per cui la Dda ha chiesto ed ottenuto la custodia in carcere – si contestano a vario titolo i reati di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio e autoriciclaggio, così come la detenzione illegale di armi e munizioni, la turbata libertà degli incanti, il favoreggiamento personale e il trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo mafioso, oltre a reati in materia di armi.
Il nome di spicco
Tra gli arrestati spicca anche un nome di rilievo, Giuseppe Piromalli (QUI), meglio noto come Facciazza o Lo sfregiato. 80 anni e considerato il boss dell’omonimo clan, era tornato libero quattro anni fa, nel maggio del 2021 (QUI), dopo aver scontato 22 anni di reclusione al 41 bis; gli ultimi nel carcere di Viterbo.
Facciazza era finito in manette nel 1999 dopo essersi dato alla latitanza per sei anni: fu catturato in un vecchio casolare trasformato per l’occasione in un bunker modernissimo dotato di un sistema elettronico. Per farlo uscire i carabinieri dovettero usare dei martelli pneumatici.




























