Un percorso che continua ad ampliarsi grazie alla collaborazione tra il Comitato Dante Alighieri di Catanzaro e la famiglia Mustari, che dalla seconda edizione contribuisce concretamente alla realizzazione delle borse di studio. La manifestazione si è svolta nell’ambito della Giornata della Dante, celebrata nei giorni vicini al ventinove maggio da tutti i comitati della Società Dante Alighieri in Italia e all’estero, con l’obiettivo di promuovere l’italianità in tutte le sue forme, dall’arte alla letteratura, dalla musica alla tradizione.
Lo ha spiegato la presidente del Comitato Dante Alighieri di Catanzaro, Teresa Rizzo, mettendo in evidenza il filo ideale che lega le tematiche affrontate nelle varie edizioni della borsa di studio al senso di appartenenza e al bisogno di mantenere vive le proprie radici. Il bando attuale ha invitato gli studenti a confrontarsi con il tema del distacco dalla propria terra e con il desiderio di non spezzare il filo con le proprie radici. Un argomento affrontato attraverso una doppia prospettiva: quella dell’emigrazione italiana, ferita storica che appartiene alla memoria collettiva del Mezzogiorno, e quella delle migrazioni contemporanee, osservate attraverso lo sguardo di chi oggi lascia il proprio Paese per sfuggire alla guerra, alla povertà o alla privazione della libertà.
Riflessioni creative e parallelismi letterari tra passato e presente
Gli studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado si sono cimentati nella realizzazione di elaborati narrativi, lirici, grafici o misti, mentre per la scuola primaria il concorso prevedeva racconti brevi, disegni o raccolte di immagini capaci di rappresentare lo stato d’animo di chi si allontana dai propri affetti e dalla propria casa. Un percorso creativo e umano che ha consentito ai ragazzi di riflettere sia sulle storie dei propri antenati emigrati in cerca di fortuna sia sulla condizione dei migranti di oggi, sviluppando consapevolezza, empatia e attenzione verso chi si ritrova a ricostruire altrove la propria esistenza.
Hanno partecipato all’iniziativa l’Istituto Comprensivo di Taverna e Plesso Pentone – Sant’Elia, il Plesso Gimigliano dell’Istituto Comprensivo Guzzo di Tiriolo, il Convitto Galluppi e Plesso Maddalena, l’Istituto Comprensivo Cz Sala – Santa Maria – Milani – Preti e l’Istituto d’Istruzione Superiore di Vittorio Emanuele II – Bruno Chimirri, confermando un’ampia adesione del territorio provinciale. Particolarmente significativa anche la riflessione proposta da Elena De Filippis, vicepresidente del Comitato Dante Alighieri di Catanzaro, che ha ripercorso l’opera letteraria di Costantino Mustari soffermandosi sui riferimenti al tema dell’emigrazione e creando collegamenti con il pensiero di Vito Teti e con il neologismo restanza.
La cultura e la lingua come strumenti di emancipazione e libertà
Attraverso pagine tratte da L’odore del pane, Elena De Filippis ha evidenziato come Costantino Mustari abbia saputo raccontare con autenticità il dolore della partenza, il distacco dagli affetti e il viaggio verso l’ignoto vissuto dagli emigranti calabresi, stabilendo un forte parallelismo con le tragedie contemporanee dei migranti che attraversano il Mediterraneo.
Nel suo intervento è emerso il valore simbolico del pane della restanza, richiamato da Vito Teti: il pane conservato per giorni nelle case contadine come memoria, resistenza e legame con la propria terra. Un’immagine che diventa metafora della necessità di custodire identità, lingua e relazioni umane anche nei percorsi di lontananza e ritorno. Elena De Filippis ha inoltre ricordato l’impegno educativo di Costantino Mustari e il valore della lingua come strumento di emancipazione e libertà, richiamando figure come don Lorenzo Milani e il ruolo della scuola nella formazione di cittadini consapevoli, capaci di costruire una società fondata su solidarietà, accoglienza e inclusione.
Durante la sequenza di interventi moderati dalla giornalista Rosita Mercatante, ha preso la parola anche la Vice Prefetto di Catanzaro Roberta Molè, che ha portato i saluti del Prefetto Castrese De Rosa impegnato in altri appuntamenti istituzionali, elogiando l’iniziativa e sottolineando come essa offra ai giovani la possibilità di riflettere su un punto fondamentale, ossia che dietro la fuga non c’è solo uno spostamento geografico ma legami interrotti, vuoti creati nelle comunità e nelle famiglie che, chi resta, continua a custodire, credendo che questi luoghi possano ancora generare crescita, futuro e cultura, che è lo strumento più potente di libertà.
Una restanza militante per costruire una Calabria migliore
Molto partecipato e personale anche l’intervento del docente universitario Luigi Mariano Guzzo, che ha tratteggiato il profilo umano, culturale e spirituale di Costantino Mustari attraverso il ricordo di una lunga amicizia e di una comune esperienza nel mondo della scuola e dell’impegno civile. Il docente ha parlato di una restanza militante, meridionalista e cristiana, vissuta da Costantino Mustari insieme a figure come Teobaldo Guzzo, Antonio Fazio e Paolo Stranieri, nel tentativo di costruire una Calabria migliore attraverso la scuola democratica, pluralista e attenta agli ultimi.
Un impegno civile e pedagogico che continua oggi a interrogare le coscienze e rappresenta un’eredità da raccogliere per costruire comunità fondate sull’amicizia sociale, sulla solidarietà e sulla responsabilità collettiva. Interessante anche la testimonianza di Giuseppe Caruso, artista e scrittore che attraverso il suo lavoro nel piccolo centro di Petilia Policastro, dove ha portato l’arte tra i vicoli del paese e aperto una libreria libera, racconta una Calabria vivace e lontana dagli stereotipi. Nel suo volume Un paese non è come lo vedi. Un paese è come lo vivi, propone un viaggio narrativo valorizzando le comunità locali e le loro potenzialità umane e culturali.
I vincitori delle borse di studio e i riconoscimenti finali
La commissione che ha valutato gli elaborati era composta da Teresa Rizzo, Rossella Mustari, Cristina Mustari, Maurizio Gimigliano, Mariateresa Libri e Daniela Pietragalla. Le borse di studio, ciascuna del valore di duecentocinquanta euro, sono state assegnate a Ludovica Flora Galloretti, dell’istituto comprensivo Catanzaro Sala – S. Maria Milani Preti, con la poesia La mia casa, in cui la studentessa esprime con sensibilità il distacco dagli affetti e il senso di appartenenza perduta attraverso immagini poetiche evocative e intense, e a Salvatore Giuseppe Talarico, dell’istituto d’istruzione superiore Vittorio Emanuele II – Chimirri, con il racconto Non dormo la notte, in cui emerge con forza il tema dell’emigrazione giovanile e del disagio iniziale del cambiamento, tra spaesamento, difficoltà e speranza di riscatto.
Attestati di partecipazione sono stati inoltre consegnati a Valentina Duro, Luigia De Santis, Giovanni Lucisano, Andrea Marino e Mya Balzenka Caliò. Nel corso della cerimonia i promotori dell’iniziativa hanno inoltre donato libri agli studenti coinvolti, con l’obiettivo di offrire ulteriori strumenti di approfondimento sui temi affrontati e di stimolare una riflessione più ampia e consapevole. Un appuntamento che ha confermato il valore educativo e culturale di un’iniziativa capace di unire memoria, scuola, identità e attenzione verso le fragilità del presente, nel segno dell’eredità umana e civile lasciata da Costantino Mustari.



























