La direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone ha condannato con fermezza l’aggressione subita nei giorni scorsi dal cardiologo Antonio Sulla, mentre era in servizio presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio”. In un comunicato, l’Asp ha espresso piena solidarietà al medico e, attraverso di lui, a tutto il personale sanitario e sociosanitario che opera quotidianamente in condizioni spesso complesse.

“Episodi inaccettabili”
Il Direttore Generale, Antonio Graziano, ha sottolineato come episodi di violenza come questo siano inaccettabili, colpendo non solo il singolo operatore ma l’intero sistema sanitario e il diritto dei cittadini a ricevere cure in un contesto sicuro.
Il Dg ha inoltre confermato il suo impegno a collaborare con le autorità competenti e con tutte le istituzioni per garantire ambienti di lavoro sicuri e tutelare la dignità dei professionisti e dei pazienti.
Nel corso della settimana, il Questore di Crotone, Renato Panvino, ha incontrato il Direttore Generale Graziano, il Direttore Medico di Presidio Lucio Cosentino e il dott. Sulla, ribadendo la condanna di ogni forma di violenza verso gli operatori sanitari e confermando la piena disponibilità della Questura a rafforzare azioni di prevenzione a tutela della sicurezza nei luoghi di cura.
L’errore di comunicazione
Anche il Consiglio dell’Ordine dei Medici di Crotone ha espresso sdegno e preoccupazione per l’aggressione nel reparto di Cardiologia del Presidio, ad opera dei parenti di un paziente.
L’episodio, definito ingiustificato e gratuito, sarebbe nato da problemi di comunicazione, nonostante le cure salvavita siano state effettuate con successo.
L’ordine denuncia quindi una preoccupante escalation di violenze contro medici e operatori sanitari, fenomeno in aumento, specie al Sud, nonostante leggi che prevedono pene severe (Leggi n.113/2020 e n.171/2024).

I dati mostrano che gli episodi aggressivi crescono rapidamente, influenzando negativamente la capacità del servizio sanitario e contribuendo alle fughe dei professionisti dalla sanità pubblica.
I medici sottolineano poi che la società, le istituzioni e le rappresentanze professionali debbano unirsi per proteggere i medici e gli operatori sanitari, tutelando la loro sicurezza fisica, morale e professionale.
Si è poi ribadita la solidarietà al collega aggredito e la conferma dell’impegno continuo in attività di sensibilizzazione, prevenzione del rischio e rafforzamento del rapporto medico-paziente, anche tramite convegni nazionali e iniziative di lungo corso.
Cgil, “vile ed inqualificabile”
La Fp Cgil e la Cgil Area Vasta hanno espresso anche loro piena solidarietà al medico, definendo l’aggressione “vile e inqualificabile”.
I sindacati hanno denunciato come le violenze negli ospedali siano ormai una vera e propria emergenza sociale, sottolineando che gli operatori sanitari si trovano spesso a fronteggiare situazioni difficili senza adeguati presidi di sicurezza.
In particolare, la Cgil ha criticato l’Asp di Crotone per quella che definisce un’inerzia nella messa in sicurezza dei reparti e ha chiesto l’attivazione immediata di posti di polizia fissi e il potenziamento della vigilanza privata h24, ricordando che la tutela dei lavoratori è un obbligo di legge.

Anaao, “sanitari in trincea”
Anche l’Anaao Assomed, sindacato dei medici dirigenti, ha espresso vicinanza al dottor Sulla, evidenziando che l’episodio è sintomo di problemi strutturali più ampi: carenze di personale, sovraffollamento e turni estenuanti rendono i reparti sempre più insicuri.
Secondo il segretario Antonio Saragò, aggredire un medico significa colpire l’intero servizio sanitario pubblico, e l’organizzazione chiede interventi concreti: sicurezza reale nei luoghi di lavoro, potenziamento degli organici e riorganizzazione dei reparti per garantire dignità e serenità a chi opera quotidianamente in corsia.
L’aggressione riporta all’attenzione l’urgenza di misure efficaci per la tutela degli operatori sanitari, in un contesto già segnato da criticità operative e organizzative.


























